Quest’opera è “un luogo” in cui la parola e il silenzio sono affiancati, i pensieri e le intuizioni vibrano in un’interrogazione appassionata e così, pagina dopo pagina, “spazi segreti” si mescolano a “luoghi conosciuti”...
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Sento le voci è scritto “in
forma di monologhi” per ridurre al minimo
la finzione narrativa.
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