Bébert
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«Un gatto è l’incantesimo stesso, la delicatezza nell’onda...» dichiarava Louis-Ferdinand Céline. E Bébert, grosso ed elegante gatto tigrato dalla straordinaria intelligenza, tanto ingordo e brontolone quanto fedele, non era un gatto ordinario. Abbandonato dal suo primo padrone, l’attore di cinema Le Vigan, dopo lungo vagare in Montmartre, al momento dell’occupazione, viene raccolto da Céline e da sua moglie e condividerà le loro peregrinazioni, le loro avventure, la loro miseria, il loro esilio. Céline ne ha fatto uno degli eroi dei suoi ultimi romanzi – quelle cronache allucinate della Germania sconfitta –, e uno dei gatti più famosi della letteratura francese.
Quarta di copertinaMa gli trovavo, osservandolo, in seguito, un aspetto decisamente avventuroso, un aspetto ad angoli molto marcati e anche una di quelle facce da rivolta che entrano troppo dentro nel vivo dell’esistenza invece di scorrerle addosso, con un gran naso rotondo per esempio e delle guance piene, come dei battelli che vanno a fendere il destino con un rumore sordo. Quello era un disgraziato. Indice testuale 7 Premessa
Bébert 11 Vita di Bébert 41 Bébert, eroe da romanzo 43 Bébert e la cronaca 55 Le quinte del teatro
69 Ritratto dell’artista da gatto di grondaia
85 Bébert l’ebreo
93 La parte di Lilì e la parte di Céline
107 Da un Bébert all’altro
117 Pellegrinaggi 119 Il reparto animali della Samaritaine 127 Montmartre
135 Sigmaringen
141 Meudon 153 Dizionario dei personaggi Biografia dell'autoreFrédéric Vitoux (Vitry-aux-Loges, 1944) è uno scrittore e giornalista francese, membro dell’Académie Française.
Noto in Francia come autore di romanzi, biografo e columnist letterario, è stato eletto nel 2001 all’Académie Française, dove occupa il seggio numero 15. Tra le sue opere: Gioacchino Rossini, L’Art de vivre à Venise, Charles et Camille, La Comédie de Terracina, Deux femmes, Esther et le diplomate, L’ami de mon père, Le Var pluriel et singulier, Des dahlias rouge et mauve, Villa Sémiramis, Le roman de Figaro, Jours inquiets dans l’île Saint-Louis, Voir Manet.
Tra le opere saggistiche dedicate a Céline ricordiamo la sua tesi di laurea pubblicata col titolo Louis-Ferdinand Céline, Misère et parole (1973) e la biografia La vie de Céline del 1988. Frutto del suo amore per i gatti sono Les chats du Louvre, analisi di tutte le opere del Louvre che hanno dei gatti come soggetto, il racconto Un amour de chat e, del 2008, il Dictionnaire amoureaux des chats.
Articoli che parlano di Bébert
Gatti: che passione! «Bébert, il gatto di Louis-Ferdinand Céline» di Fréderic Vitoux
a cura di Pino di Branco.
«Un gatto è l’incantesimo stesso, la delicatezza nell’onda...» dichiarava Louis-Ferdinand Céline.
E Bébert, enorme ed elegante gatto tigrato dalla straordinaria intelligenza, tanto ingordo e brontolone quanto fedele, non era un gatto ordinario.
BEBERT IL GATTO CON CELINE TRA STORIA E ORRORI - La Provincia CO 24 2 19
BEBERT IL GATTO CON CELINE TRA STORIA E ORRORI - La Provincia CO 24 2 19
La Provincia (CO) 10.8.14 A Nord di tutti gli estremi - Céline
La Provincia (CO) 10.8.14 A Nord di tutti gli estremi - Céline
La Gazzetta del Mezzogiorno 27/10/13 per Bebert, il gatto di Celine
La Gazzetta del Mezzogiorno 27/10/13 per Bebert, il gatto di Celine
Il Tempo del 5.9.13 per Bébert, il gatto di Louis-Ferdinand Céline
La vita di Celine vista dal suo gatto - Il Tempo del 5.9.13 (Mario Bernardi Guardi)
Il Borghese - luglio 13 - per Bebert il gatto di Celine
Il Borghese - luglio 13 - per "Bebert il gatto di Celine" (M. Bernardi Guardi)
QuiLibri 18 per Bebert, il gatto di Celine (M. Lucchi)
QuiLibri 18 per Bebert, il gatto di Celine (M. Lucchi)
La Gazzetta Mantova per Bébert, il gatto di Louis-Ferdinand Céline
la Gazzetta di Mantova per Celin, Scaffale del 10.6.13
Libero 14/4/13 - A. Colombo sul gatto di Celine
Libero 14/4/13 - A. Colombo sul gatto di Celine
Il Giornale 26.3.13 per Celine e il suo gatto
L. Mascheroni: Celine e il suo gattaccio, due randagi da romanzo (Il Giornale 26.3.13)
Ma gli trovavo, osservandolo, in seguito, un aspetto decisamente avventuroso, un aspetto ad angoli molto marcati e anche una di quelle facce da rivolta che entrano troppo dentro nel vivo dell’esistenza invece di scorrerle addosso, con un gran naso rotondo per esempio e delle guance piene, come dei battelli che vanno a fendere il destino con un rumore sordo. Quello era un disgraziato. |
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Prima di essere pubblicato, dovrà essere approvato dalla redazione.
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