Newsletter / Rassegna stampa
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«[...] nella scrittura di Damon Runyon sono riuscito a scorgere lo stesso swing, lo stesso ritmo e un non so che di beffardo che sono riuscito a cogliere in “Topsy” di Count Basie. Sono riuscito, attraverso lo stile di Runyon, a vedere la Broadway degli anni ’30, con i suoi tipi strani, i nomignoli appioppati a essi, dati in un tempo oramai troppo lontano per ricordarsene e tuttavia così usi da dimenticarsi dei nomi propri di chi li possiede, con i locali che potevo immaginare fumosi presso cui bere alcolici e giocare d’azzardo (rigorosamente di nascosto, a causa del proibizionismo) e ascoltare buona musica.
Quella di cui ci racconta Damon Runyon è una Broadway che accoglie in potenza un’infinità di storie, tutte degne di essere raccontate, ma solo tre lo sono in quest’opera, e la lettura di esse scivola via ed è appagante come un bicchiere di whiskey ingollato al bancone di un bar o come quei 3:14 minuti di cui consta il pezzo di Count Basie».











