Luciana Benotto, la scrittrice di romanzi storici, ci ha abituati alla riscoperta di personaggi e fatti di storia sconosciuti ai più. Personaggi di cui racconta non solo gli episodi certi, documentati, ma anche il loro privato, le loro passioni. L’ultimo personaggio a cui la Benotto ha dedicato un suo libro è Sofonisba Anguissola, una donna vissuta tra il 1532 e il 1625 che ebbe una vita ricca di incredibili avventure. Ma questo libro, che ha nel sottotitolo l’indicazione del periodo di riferimento, ovvero "la turbinosa giovinezza di una pittrice", è solo il primo di una trilogia che la scrittrice cuggionese, nata a Luino, vuole dedicare a Sofonisba.

Ad aprire il racconto un proemio, dove Sofonisma, ormai anziana, a Palermo chiaccherava con Antoon vam Dych. Il secondo, che dovrà andare in stampa tra qualche mese, racconta il periodo passato da Sofinisba in Spagna alla corte di Filippo II. Il terzo invece sarà dedicato al ritorno di Sofonisma in Italia, ma non a Cremona, la sua città d’origine. Una delle caratteristiche della Benotto è quella di visitare i luoghi dove i suoi personaggi sono vissuti, così che le descrizioni degli ambienti siano i più originali possibili. Nel caso di Gian Galeazzo Sforza aveva visitato i castelli di Abbiategrasso e Vigevano, oltre a quello di Milano e i luoghi di caccia e delle battaglie. Per questa trilogia sulla pittrice cremonese la Benotto ha viaggiato a lungo, da Cremona a Mantova, da Parma a Roma, da Napoli alla Sicilia. "Ovviamente – ha detto in occasione di una presentazione – sono stata anche a Brera dove c’è un suo autoritratto, e a Berlino dove è custodita la tela sulla quale Sofonisba ritrasse la madre Bianca Ponzoni. Sono stata due volte in Spagna".

Il suo personaggio l’ha studiato attentamente prima di scriverne la sua vita. Ha letto testi italiani e spagnoli. Ma ha anche consultato libri in cui si racconta come si viveva allora, quali erano i vestiti che le donne e gli uomini indossavano, cosa si mangiava, come si parlava, perché tutto questo traspare dai suoi racconti. "Le donne nelle epoche passate non erano libere di gestire la loro vita e tantomeno di affermarsi come artiste. Questa sconfortante prospettiva non toccò in sorte alla cremonese Sofonisba Anguissola che, grazie a un padre che potremmo definire "femminista ante litteram", poté studiare discipline riservate esclusivamente al sesso maschile, e tra queste la pittura. Grazie al suo innato talento per quest’arte è divenuta la capostipite delle pittrici italiane dal XVI secolo in poi"scrive l’autrice. "Le informazioni sulla sua gioventù sono scarse e frammentarie, ma sono bastate per immaginare un romanzo che la vede da bambina divenire giovane donna, attraverso le più svariate esperienze. Sofonisba girerà infatti l’Italia con curiosità e spirito d’avventura, incontrando i personaggi più svariati, da Michelangelo a Margherita d’Austria che le divenne amica". Incontrò anche l’amore, un innamorato segreto. Verità o romnzo. Sarà il lettore a scoprirlo tra le pagine del libro.

Giovanni Chiodini