Guido Oldani per Salvatore Contessini con «La direzione del silenzio»
![]() La direzione del silenzio
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autori: | Salvatore Contessini |
formato: | Libro |
prezzo: | |
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Salvatore Contessini cielo! Da quanto tempo lo conosco. Frequentarlo significa leggerlo, ascoltarlo, anche telefonicamente, osservarlo attraverso le immagini delle sue fotografie. Desidero però sgombrare il campo da un equivoco, non si tratta di un poeta visivo, ma di un autore che connette, affiancandoli, l’espressione in versi con quella delle immagini.
Si tratta quasi di un fenomeno naturale, come di una collina che abbia i due versanti e si faticherebbe a immaginare la sola salita senza la complementare naturale discesa.
Detto questo, va segnalata la scrittura a filo sottile, la cui consequenzialità tende a non mai frantumarsi senza per questo aggiungere un qualsiasi peso di leggibilità. Quando rifletto sulle vicissitudini poetiche di Contessini mi viene in mente un paragone lauto che tira in ballo due autori piuttosto eccezionali. Parlo di Clemente Rebora che segna il Novecento, ma anche il mio Realismo Terminale del terzo millennio e Giovanni Raboni che gli fu amico e maestro.
Naturalmente diciamo tutto questo con la necessaria umiltà e riverenza. Dico questo perché mi viene alla mente, mutatis mutandi, che una volta entrato in monastero, Rebora affrontò un pluriennale silenzio della scrittura prima di riprenderla per ordine del suo superiore.
Raboni, con la sua solita acutezza, divise l’opera di Rebora in tre periodi:
il primo, quello dei frammenti lirici,
il secondo quello del silenzio, considerato però come poetica che tace, ma attivissimo e presente,
il terzo periodo è quello della senilità a noi ben noto.
Ebbene, il nostro Salvatore Contessini a un certo punto della sua vicenda poetica tace e alcuni hanno pensato si fosse inaridita la vena, non così.
La sua scrittura all’improvviso riprende e torna con garbo e riserbo a dialogare e testimoniare il mondo che ci circonda. È qui che lo rincontriamo in compagnia dei suoi versi. il tratto di strada a seguire sarà quello di un descrittore onesto e non invasivo, che vale la pena di incontrare per non incrementare il rischio di avere una visione un po’ troppo sgradevole del mondo.
Guido Oldani, ideatore del Realismo Terminale. Luglio 2022