Ottavio Rossani per Meeten Nasr - Scorre il giovane tempo
22.12.2014
![]() Scorre il giovane tempo
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autori: | Meeten Nasr |
formato: | Libro |
prezzo: | |
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Estratto dell’intervento di Ottavio Rossani in occasione della presentazione del nuovo libro di Meeten Nasr, Scorre il giovane tempo (La Vita Felice, 2014, pagg. 147, euro 15).
Milano, 15.12.2014
La raccolta èun'autoantologia delle poesie di Meeten Nasr dal 1982 al 2014. Il poeta ha esordito in pratica con la vittoria del PremioMontale nel 1998. Ma prima aveva pubblicato poesie sparse su vane riviste.Solo nel 2001 ha pubblicato il suo primo libro organico dai titolo Dizionario, con il quale ha rivelato una venaleggera, malinconica e pensosa, derivata dalla sua complessa esperienza di vita. Ha fatto l'imprenditore, marifiutando subito questa dimensione per dedicarsi a una serie di viaggi impegnativi, alla ricerca di sestesso. E dai viaggi che si sono ripetuti negli anni, a cominciare da quello durato a lungo in India, finoagli altri in diversi parti del mondo. sempre stimolati da curiosità verso i costumi altrui, ma soprattutto da un'inquietudine che mai si è calmata fino a pochi anni addietro, quando proprio con la poesia ha trovato piccoli canali di ridimensionamento delle fallaci aspettative di una vita eroica. E quell'inquietudine forse permane tuttora, forse in modo diverso, magari verso un piatto di spaghetti, o verso un vino non ancora assaggiato.
Nella sua vita ha cambiato nome. Quello con cui si firma è uno pseudonimo con richiami orientali, che indicano il senso controverso dell'esperienza umana e poetica. Cambiare nome per cambiare il senso dell'esistenza. E la poesia è il vero cambiamento e il completamento della parabola delle grandi attese. Dei suoi viaggi e dei suoi pensieri, che hanno accompagnato il viaggiatore come uno spartito di incertezza e di visioni straordinarie ma poco realizzabili, ha reso conto in quel saggio/romanzo/diario che è La mosca di Rousseau (ExCogita, 2013). Nel 2005 è uscito il suo secondo libroAtlante del nomade (LietoColle). Infine, prima di arrivare all'autoantologia di oggi, Nasr ha dato alle stampe la terza raccolta Al traguardo di Malaga (LietoColle 2009).
Con Scorre il giovane tempo, titolo quanto mai simbolico a significare che il tempo non si ferma e da giovane diventa vecchio, Meeten Nasr forse senza volere compie un bilancio, di vita e di poeta/scrittore. La sua vena lirica è cosparsa di titubanze, di attese, di passioni, nonostante il passare dei giorni e il fallimento di sogni e progetti, e soprattutto nonostante le cadute nel campo dell'amore, in cui i legami non reggono e le passioni dal rosso iniziale fatalmente scolorano fino alla scomparsa. Ma tutto ciò è accompagnato dalla natura, per cui i paesaggi attraversati e vissuti come metafore delle sue storie e avventure sono tra i momenti più incisivi della sua scrittura. E poi c'è la linea continua dei viaggi, che spesso, molto spesso, determina l'occasionalità dei testi. Viaggi in Italia, nelle isole del Mediterraneo, ma anche in Oriente, in Africa, insomma un perenne cercare un altrove, non per fermarsi, ma da dove tornare e raccontare.
"Nel corso degli anni Meeten Nasr ha pubblicato alcune raccolte di poesia che, nei diversi contesti, andavano segnando i tratti del suo percorso espressivo — scrive Giampiero Nerinel risvolto di copertina del libro. Quelle raccolte delineavano anche una sorta di itinerario intellettuale del nostro Autore, alla ricerca di se stesso. Il senso e il significato ultimo di tale viaggio peraltro, non riguarda soltanto lui ma, per la poesia con cui è raccontato, coinvolge nella sua sottile dialettica anche il lettore meno distratto. Da qui l'opportunità di raccoglierne tutta l'esperienza in un nuovo libro e insieme di offrire al lettore la possibilità di condividerla".
Vorrei proporre alla lettura due testi che possono essere considerati come rincipit e la supposta fine del suo lungo viaggio nella vita e nella letteratura. li primo si intitola Poesia perduta e la seconda Α & Ω. Sono due testi in cui l'autore lascia al lettore l'incombenza dì decifrare prima la sua poetica e poi di riflettere sul suo testamento ("Scritto sulla mia pietra abbraccerà la vita/ intera...').
Poesia perduta
Ora una costruzione. Un monumento
rovinato dagli anni e dalle acque,
scampato all'oblio nel fuoco dei bivacchi.
Detestati ricordi. Imbarazzanti
congiunture che alimentano le colpe,
i miei silenzi. Giù nel pozzo
come Giuseppe in mezzo ai suoi escrementi.
E palpita ogni cosa al trapassare
della luce fra biancori di betulle
e gli aceri col rosso balenare.
Lasciatemi cercare qualche traccia
del mio transito vano, una parola,
questo segno insensato, la scrittura,
dissonanza in rima con speranza.
A & Ω
Scritto sulla mia pietra abbraccerà la vita
intera, ogni storia possibile, quell’arco
fra due estremi tuttora indecifrato.
Ora s’intende il gesto che la terra
invoca a testimone mentre il vento
rigonfia il suo mantello e nel cappuccio
alita senza sosta. L’altra mano
sembra invece svolazzo di commiato
rivolto la ove un miraggio invita
a terminare l’impari partita.
Come anche emerge da questi testi, la poesia di Meeten ha due caratteristiche: 1) offre brevi ma stimolanti meditazioni (spesso corroborate da riferimenti storici, religiosi, sapienziali, proposti con leggerezza e spesso con una piccola dose di ironia o di smitizzazione di credenze o eventi leggendari); 2) il viaggio è una fine e un pretesto per raccontare incontri, fatti, amori, avventure, scoperte, meraviglie, e perfino incredulità.Tutto comunque è condito da una bonomia narrativa, che non significa approssimazione.
Ultima osservazione, non secondaria. Se si leggono con attenzione critica i suoi versi, si constata che c'è una particolare perizia tecnica, che quasi scompare sotto il peso del significato. Gli endecasillabi visibili solo con il conteggio delle sillabe mimetizzano una dimestichezza con il ritmo di notevole risultato espressivo, che permette il controllo della leggerezza nella scrittura e nella lettura, qualità che invoglia il lettore a proseguire nel sentiero non lineare, ma non faticoso. Se gli endecasillabi sono fuoruscite naturali, vuoi dire che Meeten Nasr ha una predisposizione genetica al ritmo; se invece sono frutto di una studiata tecnica dì composizione, va a suo merito aver saputo bilanciare la classicità della forma con il contenuto, senza appesantire il dettato.
Per finire, vale la pena di sottolineare che il viaggio di Meeten Nasr è il viaggio per eccellenza, nella poesia. Ogni riferimento alla realtà, alle cose, alla geografia, ai paesaggi, sono piste metaforiche che portano a soste poetiche. In particolare voglio mettere in evidenza la sezione Amores,in cui l'autore mette in giocose stesso come attore dì vicende erotiche e avventure nel sesso, un po' prendendosi in giro, un po' proponendo un profilo da "Satiro danzante" che forse non vuole essere credibile, ma che comunque pone un imprinting personale in quella ricerca di "segni” e di "sensi" del suo transito in questa vita che sarà anche
faticosa e inesorabilmente anche drammatica, ma che vale la pena comunque di essere bevuta mangiata, e cantata con desiderio e talvolta, perché no, con avidità.
Estrapolo dalla lunga poesia Vite di poeti il breve brano che segue, per mostrare come il poeta sintetizza ancora una volta la corrispondenza tra riflessione, desiderio e realtà che genera il "divino mestiere" (la scrittura), e spiega che essa non risolve le cose, ma certo aiuta a trovare il necessario nutrimento e il senso del vivere. E riconosce che comunque — nonostante il cercare — il futuro sarà pieno dì 'poemi mai scritti». Riconoscimento doloroso, ma ugualmente necessario.
Vite di poeti
Vedi, viandante, che i segni inafferrati, le occasioni
non colte rendono il divino mestiere un presuntuoso
stallo del tempo, momento in cui lodare
la saggezza del cosmo che consente il solo
evento tutto umano, disteso fra l’enfasi e la rima:
la parola, il lamento, il grido, il vero fare,
il fabbricare dell’uomo, il suo tacere. Ma di suoni
aboliti e poemi mai scritti si nutrirà il futuro.
Ottavio Rossani