La filastrocca di Odessa
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Helena Camber è una giovane esperta d’arte: autentica dipinti, ne ricostruisce la provenienza, riconosce le tracce lasciate dal tempo e dalle menzogne. Nata a Odessa, cresciuta tra l’abbandono, la violenza e le macerie della guerra civile libanese, Helena porta con sé una filastrocca francese che torna a visitarla come un presagio: un gioco infantile trasformato in ammonimento, una voce che le ricorda di stare attenta a ogni passo.
Nel 2008, tra Beirut, Venezia, Ginevra e la Mamers (Loira), Helena è coinvolta nella ricerca di una Vergine con il Bambino scomparsa durante le persecuzioni naziste. Il dipinto potrebbe appartenere alla collezione sottratta alla famiglia di Henri Kornell, l’uomo che le ha dato una casa e un futuro. Ma attorno all’opera si addensano falsari, collezionisti senza scrupoli, mercanti d’arte, memorie di guerra e segreti mai sepolti. L’incontro con Carl von Tallingen, erede di una famiglia segnata dal traffico illecito di opere e da una colpa indicibile, costringe Helena a guardare oltre le proprie difese. Mentre il confine fra autentico e falso, salvezza e compromissione, amore e possesso si fa sempre più incerto, la ricerca del quadro si trasforma nella ricerca di una verità personale e storica. La filastrocca di Odessa è un romanzo di suspense e memoria, di arte e violenza, in cui la grande storia del Novecento — da Margherita Sarfatti all’esilio, dai saccheggi nazisti alla dispersione delle opere d’arte — si intreccia al destino di una donna che deve imparare a sottrarsi al passato per poter dare un nome al proprio futuro. Quarta di copertinaLa madre avrebbe scoperto il danno. L’anello avrebbe infierito sull’antica ferita. La bambola di porcellana la giudicava con il suo unico occhio aperto senza ciglia. Helena se ne prendeva cura, sussurrava segreti inventati da un’immaginazione contratta dalle mura, mentre le ricacciava l’ovatta nel busto strappato. Se si fosse rotta definitivamente, la madre l’avrebbe buttata. Helena aveva imparato a nascondere le ferite. Cercava di canticchiarle la filastrocca in francese, che le ripeteva la madre, ne farfugliava il ritornello: “Dors, poupée, dors ou je vais mourir. Prends garde à tes pas, entre ciel et terre...”. Risuonava come un avvertimento: la vita è breve, piccina, nulla porterai con te...Indice testualeLa filastrocca di Odessa9 Parigi, 15 agosto XVII (’39) 11 Beirut, 18 aprile 2008 25 Mamers, 19 aprile 2008 37 Transatlantico Augustus in partenza da Barcellona e diretto a Montevideo, 3 settembre 1939 40 Ginevra, 20 aprile 2008 64 Venezia, 21 aprile 2008 78 Transatlantico Augustus, 5 settembre 1939 80 Milonna, 23 aprile 2008 95 Mamers, 23 aprile 2008 105 Transatlantico Augustus, 10 settembre 1939 106 Colverde, 26 aprile 2008 113 Transatlantico Augustus, 15 settembre 1939 116 Sicomori, Lesa, 28 aprile 2008 124 Venezia, 29 aprile 2008 139 Transatlantico Augustus, 20 settembre 1939 141 Venezia, 30 aprile 2008 145 Ginevra, 2 maggio 2008 155 Ginevra, 8 maggio 2008 159 Bergamo, 9 maggio 2008 161 Transatlantico Augustus, 23 settembre 1939 164 Venezia, 11 maggio 2008 175 Sicomori, Lesa, 12 maggio 2008 179 Transatlantico Augustus, 27 settembre 1939 181 Sicomori, Lesa, 18 febbraio 2010 182 Carinhall, Berlino, 3 settembre 1939 185 Nota e ringraziamenti Biografia dell'autoreAnna Laura Zani è una scrittrice italo-svizzera. È cresciuta tra Verbania sul lago Maggiore, dove è nata, e Bologna, dove ha coltivato la passione per l’arte. Ha conseguito una laurea e un master in Storia della politica internazionale al Graduate Institute di Ginevra e un master in gestione culturale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo aver lavorato nell’ambito delle Nazioni Unite, è oggi responsabile delle relazioni internazionali e della filantropia presso il Musée d’art et d’histoire di Ginevra. Scrive per diverse riviste e pubblicazioni accademiche, e insegna presso università italiane ed estere, quali l’Université de Genève,l’Université Paris Saclay, l’Université Senghor di Alessandria d’Egitto. È membro del Comitato Etico dell’ICOM (Consiglio Internazionale dei Musei); in precedenza ha fatto parte del consiglio direttivo del Comitato Mostre e del Comitato Risoluzioni dell’organizzazione. Ha pubblicato tre raccolte di racconti e, sotto pseudonimo, un romanzo per ragazzi.
La madre avrebbe scoperto il danno. L’anello avrebbe infierito sull’antica ferita. La bambola di porcellana la giudicava con il suo unico occhio aperto senza ciglia. Helena se ne prendeva cura, sussurrava segreti inventati da un’immaginazione contratta dalle mura, mentre le ricacciava l’ovatta nel busto strappato. Se si fosse rotta definitivamente, la madre l’avrebbe buttata. Helena aveva imparato a nascondere le ferite. Cercava di canticchiarle la filastrocca in francese, che le ripeteva la madre, ne farfugliava il ritornello: “Dors, poupée, dors ou je vais mourir. Prends garde à tes pas, entre ciel et terre...”. Risuonava come un avvertimento: la vita è breve, piccina, nulla porterai con te...
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