Del vino e dell'hashish. Il poema dell'hashish
|
€ 12,35 invece di € 13,00
EUR
Spedito in 1 giorno
|
| Descrizione |
|
Tra vino e hashish, Charles Baudelaire indaga le promesse e gli inganni dell’ebbrezza, interrogandosi sul desiderio umano di oltrepassare i limiti della coscienza.
Nei due saggi qui raccolti, scritti tra il 1851 e il 1858 e poi confluiti ne I paradisi artificiali, l’esperienza delle sostanze diventa materia di osservazione poetica, fisiologica e morale. Se il vino è associato alla convivialità, all’azione e alla moltiplicazione dell’individualità, l’hashish offre invece un piacere solitario: amplifica ciò che già abita la mente, ma non crea nulla e, nell’illusione della potenza, indebolisce la volontà. Con lucidità visionaria, Baudelaire descrive il fascino del paradiso artificiale proprio mentre ne smaschera la natura: nessuna scorciatoia chimica può sostituire la disciplina, la sofferenza e il lavoro attraverso cui l’artista conquista l’Ideale. Quarta di copertinaMi è venuta l’idea di parlare del vino e dell’hashish nello stesso saggio perché in effetti hanno qualcosa di comune: l’eccessivo sviluppo poetico nell’uomo. Il gusto frenetico dell’uomo per tutte le sostanze, sane o pericolose, che ne esaltano la personalità, testimonia la sua grandezza. Egli aspira sempre a ravvivare le proprie speranze e a elevarsi verso l’infinito. Ma occorre vedere i risultati. Ecco un liquore che stimola la digestione, fortifica i muscoli e arricchisce il sangue. Anche se assunto in grandi quantità, provoca solo disturbi di breve durata. Ecco una sostanza che interrompe le funzioni digestive, indebolisce gli arti e può causare uno stato di ebbrezza che dura ventiquattro ore. Il vino esalta la volontà, l’hashish la annienta. Il vino è un sostegno fisico, l’hashish è un’arma per il suicida. Il vino rende buoni e socievoli, l’hashish isola. L’uno è, per così dire, laborioso, l’altro essenzialmente pigro.Indice testuale5 IntroduzioneDel vino e dell’hashish - Il poema dell’hashish Du vin et du haschisch. Comparés comme moyens de multiplication de l’individualité Del vino e dell’hashish. A confronto come mezzi di moltiplicazione dell’individualità 14 Le vin 15 Il vino 46 Le haschisch 47 L’hashish Le poème du haschisch Il poema dell’hashish 78 I. Le goût de l’infini 79 I. Il gusto dell’infinito 88 II. Qu’est-ce que le haschisch? 89 II. Che cos’è l’hashish? 98 III. Le théâtre de Séraphin 99 III. Il teatro di Séraphin 154 IV. L’homme-dieu 155 IV. L’uomo-dio 188 V. Morale 189 V. Morale Biografia dell'autoreCharles Baudelaire (Parigi, 1821-1867) è stato non solo – con la rivoluzionaria raccolta Les Fleurs du Mal (“I fiori del male”) – uno dei maggiori e più influenti poeti del XIX secolo, ma anche critico letterario e d’arte, traduttore, saggista, e tra i primi e più profondi osservatori e interpreti della modernità e del cambiamento antropologico che la vita delle metropoli introduce nella percezione e nell’esperienza.Giulia Zappaterra è nata a Ferrara e si è laureata in Traduzione all’Università di Forlì. Ha lavorato per qualche anno come bibliotecaria a Bologna, poi ha deciso di dedicarsi alla traduzione a tempo pieno. Traduce narrativa e saggistica da inglese, francese e spagnolo. Si occupa anche di scouting letterario, con un occhio di riguardo per le autrici ingiustamente dimenticate o poco riconosciute.
Mi è venuta l’idea di parlare del vino e dell’hashish nello stesso saggio perché in effetti hanno qualcosa di comune: l’eccessivo sviluppo poetico nell’uomo. Il gusto frenetico dell’uomo per tutte le sostanze, sane o pericolose, che ne esaltano la personalità, testimonia la sua grandezza. Egli aspira sempre a ravvivare le proprie speranze e a elevarsi verso l’infinito. Ma occorre vedere i risultati. Ecco un liquore che stimola la digestione, fortifica i muscoli e arricchisce il sangue. Anche se assunto in grandi quantità, provoca solo disturbi di breve durata. Ecco una sostanza che interrompe le funzioni digestive, indebolisce gli arti e può causare uno stato di ebbrezza che dura ventiquattro ore. Il vino esalta la volontà, l’hashish la annienta. Il vino è un sostegno fisico, l’hashish è un’arma per il suicida. Il vino rende buoni e socievoli, l’hashish isola. L’uno è, per così dire, laborioso, l’altro essenzialmente pigro.
|
Il commento è stato inserito correttamente!
Prima di essere pubblicato, dovrà essere approvato dalla redazione.
Prima di essere pubblicato, dovrà essere approvato dalla redazione.














