Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani
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Quarta di copertinaIl Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani è un’analisi lucida e impietosa della società italiana di inizio Ottocento: nonostante susciti l’interesse degli stranieri, l’Italia è un paese diviso, non coltiva uno spirito nazionale come la Francia e la Germania.La mancanza di una società stretta e di un’opinione pubblica efficace rende fragile anche la morale: ciascuno tende a seguire il proprio interesse, senza preoccuparsi troppo del giudizio altrui. I valori tradizionali, entrati in crisi, non sono stati sostituiti da un forte senso civico moderno, ma hanno lasciato una società dominata da indifferenza e disillusione. Non ci sono valori condivisi, senso dell’onore, spazi di conversazione e confronto e, quei pochi esistenti, sfociano in aggressività e derisione. Leopardi traccia il ritratto di un’Italia vivace ma fragile, disunita, senza valori morali condivisi, pervasa da crescente egoismo e cinismo individuali. Indice testuale5 Introduzione di Paolo Barbieri25 Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani Biografia dell'autoreGiacomo Leopardi (Recanati, 1798 - Napoli, 1837) è tra i maggiori poeti dell’Ottocento europeo.Si immersegiovanissimo negli studi filologici, tradusse dai classici, scrisse tragedie e opere erudite come appunto la Storia della astronomia (1813) e il Saggio sopra gli errori popolari degli antichi (1815). La storia interiore di Leopardi è consegnata allo Zibaldone e all’Epistolario, alla prosa delle Operette morali e soprattutto ai Canti (1831 e 1835), la sua opera più famosa.
Il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani è un’analisi lucida e impietosa della società italiana di inizio Ottocento: nonostante susciti l’interesse degli stranieri, l’Italia è un paese diviso, non coltiva uno spirito nazionale come la Francia e la Germania.
La mancanza di una società stretta e di un’opinione pubblica efficace rende fragile anche la morale: ciascuno tende a seguire il proprio interesse, senza preoccuparsi troppo del giudizio altrui. I valori tradizionali, entrati in crisi, non sono stati sostituiti da un forte senso civico moderno, ma hanno lasciato una società dominata da indifferenza e disillusione. Non ci sono valori condivisi, senso dell’onore, spazi di conversazione e confronto e, quei pochi esistenti, sfociano in aggressività e derisione. Leopardi traccia il ritratto di un’Italia vivace ma fragile, disunita, senza valori morali condivisi, pervasa da crescente egoismo e cinismo individuali. |
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