Via del Gatto pescatore
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Uscito nel 1936, Via del Gatto pescatore racconta la vita difficile di una famiglia di emigranti ungheresi operai nella Parigi degli anni successivi alla Prima guerra mondiale. Il capolavoro della brillante scrittrice magiara vinse premi e fu tradotto in dodici lingue. Eleanor Roosvelt, che lo aveva letto due volte, ne scrisse nella sua rubrica “My Day”. Uscì anche in Italia, nel 1937, ma adattato ai requisiti della censura.
Nel 1920, una coppia di semplici lavoratori ungheresi, non riuscendo più ad assicurare un futuro ai figli a Budapest, decide di tentare la fortuna a Parigi. Vende tutto e sale sul treno ignara di gran parte delle difficoltà che gli immigrati devono affrontare.
In uno stile originale, ironico ed empatico al tempo stesso, Földes si cala nella realtà di chi ha perso le proprie radici – un tema di grande attualità, come, in fondo, tutto quello che viene raccontato e messo in risalto in questo romanzo che presto compirà un secolo.
Quarta di copertinaLa via del Gatto pescatore. Da piccola Annush rifletté molto sul nome. Prima di addormentarsi, le tornava l’immagine dietro le ciglia abbassate, ci giocava, la colorava. Un gatto anzianotto, grassoccio con i baffi lunghi come i pescatori che sedevano a due passi di distanza uno dall’altro sulle grandi lastre di pietra in riva alla Senna, con le gambe che si rispecchiavano nel fiume. Era seduto anche il vecchio gattone con le lunghe vibrisse, con gli occhiali sul naso, il berretto con la visiera in testa, tenendo con serietà la canna da pesca che immergeva nell’acqua. Indice testuale5 Appunti su Jolán Földes di Ibolya Dézsi
28 Capitolo 3 42 Capitolo 4 58 Capitolo 5 71 Capitolo 6 80 Capitolo 7 88 Capitolo 8 98 Capitolo 9 109 Capitolo 10 120 Capitolo 11 133 Capitolo 12 144 Capitolo 13 154 Capitolo 14 165 Capitolo 15 173 Capitolo 16 181 Capitolo 17 190 Capitolo 18 198 Capitolo 19 209 Capitolo 20 218 Capitolo 21 228 Capitolo 22 236 Capitolo 23 247 Capitolo 24 255 Capitolo 25 Biografia dell'autoreJolán Földes (Kenderes, 1902 - Londra, 1963), scrittrice ungherese il cui talento fu a suo tempo riconosciuto internazionalmente e che ricevette per le sue opere diversi premi letterari, dopo avere frequentato il liceo a Budapest si trasferì a Parigi nel 1921, dove avrebbe vissuto fino al suo trasferimento in Inghilterra nel 1940. A Parigi era iscritta alla facoltà di Lettere e si manteneva lavorando come operaia e commessa. Il suo primo romanzo, Mária jól érett (“Maria e l’esame di maturità”, 1932), ebbe grande successo in Ungheria, ricevette il premio Mikszáth e fu tradotto in francese. Via del Gatto pescatore è unanimemente considerato il suo capolavoro.
Andrea Rényi è nata in Ungheria, ma da decenni vive in Italia. Dopo varie attività tutte legate alla comunicazione multilinguistica, dal 2005 si occupa di traduzione editoriale. Fra narrativa e saggistica ha tradotto una trentina di volumi dall’ungherese all’italiano. La via del Gatto pescatore. Da piccola Annush rifletté molto sul nome. Prima di addormentarsi, le tornava l’immagine dietro le ciglia abbassate, ci giocava, la colorava. Un gatto anzianotto, grassoccio con i baffi lunghi come i pescatori che sedevano a due passi di distanza uno dall’altro sulle grandi lastre di pietra in riva alla Senna, con le gambe che si rispecchiavano nel fiume. Era seduto anche il vecchio gattone con le lunghe vibrisse, con gli occhiali sul naso, il berretto con la visiera in testa, tenendo con serietà la canna da pesca che immergeva nell’acqua. |
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Prima di essere pubblicato, dovrà essere approvato dalla redazione.
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