L'uomo dal fiore in bocca
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Allestito per la prima volta al Teatro degli indipendenti di Roma, diretto da Anton Giulio Bragaglia, il 21 febbraio 1923, L’uomo dal fiore in bocca è titolo enigmatico che costringe lo spettatore a seguire con attenzione lo svolgimento dialogico che lo conduce gradatamente alla scoperta che si tratta di un dialogo sulla morte e non già, come sembrerebbe, un dialogo sulla vita e sulla quotidianità. Quarta di copertina«Se la morte, signor mio, fosse come uno di quegli insetti strani, schifosi, che qualcuno inopinatamente ci scopre addosso... Lei passa per via; un altro passante, all’improvviso, lo ferma e, cauto, con due dita protese le dice: “Scusi, permette? lei, egregio signore, ci ha la morte addosso”. E con quelle due dita protese, la piglia e butta via... Sarebbe magnifica! Ma la morte non è come uno di questi insetti schifosi. Tanti che passeggiano disinvolti e alieni, forse ce l’hanno addosso; nessuno la vede; ed essi pensano quieti e tranquilli a ciò che faranno domani e doman l’altro. Ora io, caro signore, ecco... venga qua... qua sotto questo lampione... venga... le faccio vedere una cosa... Guardi, qua, sotto questo baffo... qua, vede che bel tubero violaceo? Sa come si chiama questo? Ah, un nome dolcissimo... più dolce d’una caramella: Epitelioma, si chiama. Pronunzii, sentirà che dolcezza: epitelioma... La morte, capisce? è passata. M’ha ficcato questo fiore in bocca, e m’ha detto: “Tientelo, caro: ripasserò fra otto o dieci mesi!”» Indice testuale5 Introduzione di Luigi Lunari13 Catalogo delle opere drammatiche 23 L'uomo dal fiore in bocca 39 La morte addosso 49 Note Biografia dell'autoreLuigi Pirandello (1867-1934) scrittore e drammaturgo italiano, premio Nobel nel 1934, ha esordito con romanzi veristi (L’esclusa), approfondendo il dramma dell’individuo isolato in una realtà che gli è estranea (Il fu Mattia Pascal). Questa tematica trova la sua realizzazione più originale nel teatro, attraverso il lucido e impietoso smascheramento della relatività della condizione umana, risolto nel ribaltamento delle “certezze”, negli sdoppiamenti del “teatro nel teatro”. Tra i capolavori vanno ricordati: Così è (se vi pare) e Sei personaggi in cerca d’autore. «Se la morte, signor mio, fosse come uno di quegli insetti strani, schifosi, che qualcuno inopinatamente ci scopre addosso... Lei passa per via; un altro passante, all’improvviso, lo ferma e, cauto, con due dita protese le dice: “Scusi, permette? lei, egregio signore, ci ha la morte addosso”. E con quelle due dita protese, la piglia e butta via... Sarebbe magnifica! Ma la morte non è come uno di questi insetti schifosi. Tanti che passeggiano disinvolti e alieni, forse ce l’hanno addosso; nessuno la vede; ed essi pensano quieti e tranquilli a ciò che faranno domani e doman l’altro. Ora io, caro signore, ecco... venga qua... qua sotto questo lampione... venga... le faccio vedere una cosa... Guardi, qua, sotto questo baffo... qua, vede che bel tubero violaceo? Sa come si chiama questo? Ah, un nome dolcissimo... più dolce d’una caramella: Epitelioma, si chiama. Pronunzii, sentirà che dolcezza: epitelioma... La morte, capisce? è passata. M’ha ficcato questo fiore in bocca, e m’ha detto: “Tientelo, caro: ripasserò fra otto o dieci mesi!”» |
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