Il sapore ferroso dell'abbandono
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€ 11,40 invece di € 12,00
EUR
In uscita il 30-06-2026
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Nella sua silloge d’esordio Patrizia Camedda traccia, attraverso un linguaggio immaginifico dalla forte connotazione sensoriale, un itinerario lirico teso a indagare la topografia dello sradicamento, l’inciampo nelle lacune di senso e l’affaccio della possibile rinascita di un’umanità in crisi, a cui l’Io poetico presta voce e sguardo, che si muove in una geografia dei luoghi e dell’anima dalle fattezze inospitali e distopiche. In questo mondo riassunto in fotogrammi cupi di periferie industriali abbandonate si apre però un varco luminoso, a ricordare che anche dove tutto sembra morire, qualcosa verdeggia «al margine dell’ombra».
La cifra stilistica di queste poesie è racchiusa nella sintesi equilibrata tra rigore formale e vivace espressività depurata da compiacimenti estetizzanti, che si traduce nella crudezza e nella musicalità del dettato (simile al rumore di fondo della città), ma anche in una ricerca costante di matericità e consistenza sensoriale.
Leggere queste pagine aiuta a riconciliarsi con le «cicatrici» che la perdita di un mondo dai tratti familiari ha impresso sul volto di ognuno di noi, che sia il microcosmo popolato dalle nostre vicissitudini interiori o il reticolo intricato che abitiamo insieme ai nostri simili, in una precaria linea temporale interrotta da eventi che ne sconquassano l’orizzonte, e a ricordare che non siamo destinati a diventare rovine, siamo piuttosto «ciò che resta/ e resiste», imparando a rinnovarsi.
dalla prefazione di Silvia Rosa Fotografie di Antonio Salerno a Maria e Luigi, mie radici; alla mia città chimica dormiente Ai margini
Capannoni vuoti scheletri d’acciaio che il vento attraversa come un vecchio fantasma. Sul retro di una fabbrica morta un vecchio motore gratta e la voce stanca di un uomo impreca sul diesel e c’è odore di caffè bruciato che scende lento dalle scale di un palazzo. Non siamo rovine siamo ciò che resta e resiste. |
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Prima di essere pubblicato, dovrà essere approvato dalla redazione.
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