Cinque teste tagliate
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Pubblicato la prima volta nel 1984, Cinque teste tagliate. Un racconto giallo cinese è un’opera singolare e affascinante di Pietro Citati, arricchita dalle illustrazioni dell’artista Landa Crommelynck. Lontano dai suoi celebri saggi letterari e biografici, Citati si misura qui con una narrazione allegorica, grottesca e simbolica, costruendo una favola nera che intreccia atmosfere orientali, tono da racconto giudiziario e suggestioni oniriche. Quarta di copertinaQuando diventò vecchio, l’imperatore Kang Xi si stancò di prendere lezioni di aritmetica e di geometria da padre Gerbillon e da padre Bouvet. Vi aveva dedicato gli anni della maturità; e ora che il tempo correva via così rapido, gli parve che quei trapezi, quei parallelepipedi, quei cilindri, quelle sfere non dicessero più nulla al suo cuore innamorato della precisione. Congedò con gentilezza i due missionari gesuiti, e fece venire alla corte un giardiniere inglese, che – gli raccontarono – aveva creato grandi parchi simili alla natura, più belli della natura, in una lontana isola dell’occidente disseminata di rovine di vecchi conventi. Ora lo incantavano soltanto gli alberi: il verde placava i suoi occhi affaticati come la mano della più cara delle cortigiane: seguiva con gioia le piante adolescenti gettare nel vento le prime foglie, partecipava con dolore alla morte così precoce dei salici... Indice testuale
Biografia dell'autorePietro Citati, nato a Firenze nel 1930 da una nobile famiglia siciliana, è stato tra i più colti e amati scrittori italiani, che ha saputo coniugare con leggerezza ed efficacia esemplari la scrittura letteraria con la saggistica, la biografia e la critica. Quando diventò vecchio, l’imperatore Kang Xi si stancò di prendere lezioni di aritmetica e di geometria da padre Gerbillon e da padre Bouvet. Vi aveva dedicato gli anni della maturità; e ora che il tempo correva via così rapido, gli parve che quei trapezi, quei parallelepipedi, quei cilindri, quelle sfere non dicessero più nulla al suo cuore innamorato della precisione. Congedò con gentilezza i due missionari gesuiti, e fece venire alla corte un giardiniere inglese, che – gli raccontarono – aveva creato grandi parchi simili alla natura, più belli della natura, in una lontana isola dell’occidente disseminata di rovine di vecchi conventi. Ora lo incantavano soltanto gli alberi: il verde placava i suoi occhi affaticati come la mano della più cara delle cortigiane: seguiva con gioia le piante adolescenti gettare nel vento le prime foglie, partecipava con dolore alla morte così precoce dei salici... |
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