La Regina Marmotta
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La Regina Marmotta è una rivisitazione per l’infanzia di una fiaba popolare toscana, originariamente raccolta da Gherardo Nerucci e poi riadattata da Pietro Citati per i bambini di oggi.
L’autore costruisce una fiaba illustrata dal tono immaginifico, ambientata in un universo fantastico in cui la figura della Regina Marmotta diventa il centro di un piccolo regno straordinario.
Riconoscibile per le sue atmosfere ariostesche, con palazzi fantastici, giardini incantevoli e un forte senso del meraviglioso, il libro è arricchito dalle illustrazioni dal tratto delicato e dai toni sfumati di Landa Crommelynck.
Tra invenzione narrativa e atmosfera fiabesca, Citati accompagna il lettore in un mondo sospeso, dove natura, meraviglia e fantasia si intrecciano con la leggerezza di un racconto d’altri tempi.
Quarta di copertinaPoi cercò un letto dove dormire, e trovò una stanza regale con un letto pronto: dentro ci stava una ragazza bellissima, che pareva un angelo caduto dal cielo. Non si mosse, e Andreino comprese che doveva essere incantata nel sonno come l’altra gente della città. La guardò quasi innamorato.
Nella stanza non c’erano altri letti, e si distese al lato della ragazza. La mattina scrisse sopra un foglio: «Andreino, figliolo del Re di Spagna, ha dormito in questo letto il 21 marzo dell’anno 203» e lasciò il foglio sopra il tavolino. Indice testuale La Regina Marmotta Biografia dell'autorePietro Citati, nato a Firenze nel 1930 da una nobile famiglia siciliana, è stato tra i più colti e amati scrittori italiani, che ha saputo coniugare con leggerezza ed efficacia esemplari la scrittura letteraria con la saggistica, la biografia e la critica.
Trascorse l’infanzia a Torino e poi, nel 1942, si trasferì con la famiglia in Liguria. Dopo la guerra tornò in Toscana, dove si laureò nel 1951 in Lettere moderne all’Università di Pisa quale allievo della Scuola Normale Superiore. Iniziò la sua carriera di critico letterario collaborando con riviste come «Il Punto» – dove conobbe Pasolini –, «L’Approdo letterario» e «Paragone». A partire dagli anni Sessanta scrisse per il quotidiano «Il Giorno», dal 1973 al 1988 fu critico letterario del «Corriere della Sera» e dal 1988 al 2011 de «la Repubblica».
Scrittore poliedrico, si cimentò con successo nella biografia letteraria di grandi scrittori, tra cui Manzoni, Kafka, Goethe, Tolstoj, Mansfield e Leopardi.
Scomparso nel luglio 2022, è sepolto al cimitero della Misericordia di Grosseto. Poi cercò un letto dove dormire, e trovò una stanza regale con un letto pronto: dentro ci stava una ragazza bellissima, che pareva un angelo caduto dal cielo. Non si mosse, e Andreino comprese che doveva essere incantata nel sonno come l’altra gente della città. La guardò quasi innamorato.
Nella stanza non c’erano altri letti, e si distese al lato della ragazza. La mattina scrisse sopra un foglio: «Andreino, figliolo del Re di Spagna, ha dormito in questo letto il 21 marzo dell’anno 203» e lasciò il foglio sopra il tavolino. |
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Prima di essere pubblicato, dovrà essere approvato dalla redazione.
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