Poesie del fiume Wang
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Nella valle remota del fiume Wang, tra montagne, boschi di bambù, acque luminose e sentieri d’autunno, Wang Wei e P’ei Ti trasformano l’amicizia e la contemplazione in poesia. Poesie del fiume Wang riunisce quaranta quartine: venti di Wang Wei e venti dell’amico, nate come un dialogo tra voci affini e dedicate ai luoghi del loro comune ritiro. In versi di estrema brevità, parola e immagine si fondono: il paesaggio diventa spazio interiore, il silenzio si anima di suoni lontani, la natura si fa meditazione. Quarta di copertinaIl padiglione sul lago Leggera la barca mi porta Indice testuale 5 Introduzione di Martin Benedikter 35 Prefazione di Wang Wei Biografia degli autoriWang Wei (699-759), poeta, pittore e alto funzionario della dinastia T’ang, è tra le voci più alte della letteratura cinese. La carriera di corte, i lutti e le turbolenze politiche si intrecciarono a un crescente desiderio di raccoglimento, che lo condusse spesso al Wang-ch’uan. Nei suoi versi il paesaggio diventa spazio interiore: montagne, acque, silenzi e presenze fugaci compongono una poesia limpida, contemplativa e profondamente segnata dal buddismo. P’ei Ti, poeta e funzionario originario dello Shensi, condivise con Wang Wei un’amicizia profonda e una comune vocazione alla vita appartata. Dopo gli esami imperiali ricoprì incarichi amministrativi, ma cercò più volte rifugio sui monti Chung-nan e nel podere del Wang-ch’uan. Le sue quartine, essenziali e luminose, nascono dal dialogo con l’amico e restituiscono, con voce autonoma, la quiete della natura e l’intensità della contemplazione. Il padiglione sul lago Leggera la barca mi porta |
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