Rita Caramma per «Novecento non più - verso il realismo Terminale»
![]() Novecento non più - verso il Realismo Terminale
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formato: | Libro |
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Novecento non più – Verso il realismo terminale (La Vita Felice ed.)
“Novecento non più – verso il realismo terminale” è l’antologia poetica a cura di Diana Battagia e Salvatore Contessini pubblicata da La Vita Felice (pp. 85, euro 12).
“(…) La presente antologia propone testi selezionati in analogia con la tesi del Realismo Terminale, il movimento ideato da Guido Oldani, contraddistinto da una peculiarità del linguaggio poetico derivante da un mutamento antropologico di inurbamento e accatastamento dei popoli, che rileva la supremazia degli oggetti sulla natura, con l’emblematico utilizzo della similitudine rovesciata, per cui il termine di paragone usato è l’oggetto e non più la natura.(…). Nel volume, i testi degli autori invitati compaiono come capofila di regione e, a seguire, i testi di quegli autori che hanno sentito proprie le ragioni del movimento e, spontaneamente, hanno aderito all’iniziativa che ha visto, cumulativamente, l’apporto di 150 autori, con un a prevalenza di provenienza dalla Lombardia. Dai contenuti degli elaborati, diversi e differenti fra loro, è percepibile un comune disagio di fondo, un’inquietudine sofferente unita a denunce per prevaricazioni o per ampio disinteresse su problemi contingenti, né viene meno il tema della solitudine nonostante l’affollamento delle genti (…)”. – dalla prefazione dei curatori
Di seguito alcune delle poesie contenute nell’antologia
***
Sporge l’aria dalla bocca
densa, rotta
come lo strappo bianco del cuscino
come la riga calda di vapore
Dal bordo sbrecciato della tazza.
la frattura parla di fantasmi
di palpebre chiuse a metà
di profili d’acqua distorti
incastonati nel vetro
della consapevolezza di un noi
che esiste solo in un pieno
sfibrato di vuoti.
Sabrina Amadori (Lombardia)
***
Non mi aspetto un altro treno
(Estate 2016)
Non mi aspetto un altro treno che deragli
con mani penzolanti ormai sbiancate
le teste sono state mozzate in altre vacanze
e sfilano come stelle già cadenti
in un’estate che esplode nel fuoco di un inferno
e che guarda al mare come a una cartolina
mai inviata
neanche fosse ieri eppure è andata
quella giovane vita come bambola sgozzata.
Rita Caramma (Sicilia)
***
Tempo terminale
Sono come quel soprammobile
sul tuo comodino
che ti osserva mentre
dormi fermo
spalle goccia a goccia
ad effetto
sedativo
allucinato
luminosa notte
come radiosveglia
giallo – nero
intermittenza immobile
e sempre uguale
al tuo tempo
d’occhi, acqua
e urla
come l’antifurto
che non suona
quando in casa tua
entrano i ladri
Salvatore Sblando (Piemonte)