Cinzia Baldazzi per «La Rossa (MM1)» di Maddalena Capalbi
La Rossa (MM1)
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| autori: | Maddalena Capalbi |
| formato: | Libro |
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Il nobile gioco di essenze e presenze di questi versi, costruito in un luogo di passaggio esposto ma sotterraneo come una linea della metropolitana di Milano, sceglie il colore Rosso per metterlo sotto i nostri occhi, in senso figurato come accade nell’effetto stilistico e cognitivo supremo tipico delle metafore illustrate da Aristotele nella sua “Retorica” (“Perì retorikès”, IV secolo a.C.). Così, nei versi della prima parte del libro leggiamo di uno di noi: «Chissà da quale ghetto arriva […] ostenta i tatuaggi», mostrando gli eventi-sentimenti mentre agiscono, ovvero, sempre in analogia alla concezione simbolica del creatore della metafisica, senza paradossi, illustrandone i «sogni», mentre «indossa una giacca gessata / le mani bianche e sottili / goffamente controlla l’orologio». A che ora? Chissà, certo alla sua, catapultato in un meccanismo cognitivo ed etico il quale, insieme ai lettori, fa vedere le cose in modo nuovo: non com’eravamo abituati a osservarle («Sballottati / nell’anonimato […] Siamo proprio niente!»), piuttosto nella misura in cui possiamo conoscerli, riscattarli da una norma muta e farli parlare. Tutti e tutte insieme.
Cinzia Baldazzi, critica letteraria e saggista di Roma.














