Nel modo antico
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Nel modo antico è un articolato quadro di vita nel quale l’io lirico ha uno sguardo partecipe sul mondo e un tono accordato sui modelli della classicità, costante riferimento dell’autore. Il libro, che è ripartito in tre sezioni, si apre con un carme in ottave ariostesche e una ballata conclusiva, Nel tempo che viviamo, nel quale irrompe sulla scena la cruda realtà che ci avvolge: è il tempo del disordine mondiale. In questa successione di stanze, l’autore evoca le guerre, la tragedia dei migranti, le catastrofi ecologiche, le condizioni di difficoltà dei giovani, il cui futuro è compromesso da «vecchi al potere, rancorosi, ostili». Se si può immaginare una via d’uscita, questa non consiste nell’affidarsi alla speranza in entità divine che l’Uomo stesso ha generato e delle quali si è fatto scudo. Nella seconda sezione del libro, Lo spessore del tempo, il discorso si fa più dolente e soggettivo e il paesaggio interiore si colora di una tonalità pungente, come se un Dio arroccato nella sua solitudine si fosse disamorato di un genere umano che non sa che cosa fare del Creato. E l’autore torna a fare i conti col sentimento del tempo che scorre inesorabile, sul filo di memorie che sembrano sul punto di sfilacciarsi. Nell’ultima sezione, Lettere a Lali, è il desiderio d’amore a dettare, ancora una volta, la scrittura. Come in Madrigali (La Vita Felice, 2023), il poeta fa i conti con l’esperienza del dolore, in una sorta di dialogo muto (o, meglio, di confessione) con una figura femminile, presente e corporea ma, al contempo, sfuggente e dai contorni sempre più sfumati, che sconfinano nel mondo dell’illusione e dell’immaginario.
Quarta di copertinaDimmi di quella rosa,
se ti è rimasta ancora, non dissolta,
con un po’ di colore, tra le dita.
Era un fiore adeguato quella volta?
Nel bicchiere – lenisce la ferita –
la Bonarda gorgoglia disinvolta.
Mi incitavi a esser lieto: tu, finita
dove tutto si annera, nera vita.
E non lo eri, mater dolorosa. Indice testuale Nel modo antico
quaderno di stanze, sonetti, ballate Nel tempo che viviamo 11 Il rosso dei papaveri a Mariupol’
12 Erode ha rinnovato la mattanza
13 Fu creato a perfetta somiglianza
14 Un Dio impotente ordina le stragi
15 Io sono un baby boomer, nacqui in pace
16 Diva Feronia, dove c’era il bosco
17 E vi importa dei campi di tortura
18 Nella colonna in piazza a Bertinoro
19 Anna raccoglie plastiche dal mare
20 La poesia disegna traiettorie
21 Se i ragazzi rinunciano a sognare
22 In fondo c’è richiesta di soccorso
23 L’eco-ansia è l’ultima variante
24 Oh, dolcissima sera, tutta rosa
25 A me Dio non risponde, non risolve
26 Voglio cantare l’ode naturale
27 Tiepido ottobre, accorci la giornata
Nel modo antico (con qualche licenza)
Lo spessore del tempo 33 Fatica a fare giorno
34 È un’erba amara il tempo che avanza
35 Luna, da tanto al cielo non rivolgo
36 Tiro su il lenzuolo e la coperta
37 E questa vita... sembra ancora tesa
38 Spaesamento è nel dubbio se il sole
39 L’esile fico spuntato dal muro
40 La piena del Tanagro fa paura
41 Discesa al ponte
42 Come un angelo stanco
43 Davanti alla tomba di Rocco Scotellaro
44 Un’altra attesa è colma del suo addio
45 Come un ponte spezzato ai grigi passi
46 Come allegri fantasmi in pieno giorno
47 Risonanza magnetica, hai prodotto
48 Cigolio di pensieri senza peso
49 Dimmi di quella rosa
50 Quando nel cimitero, a capo chino
51 Vedi, tra il “non ho mai” e il “non ho ancora”
52 Rimastico parole a bocca chiusa
53 È solo un prato, una bella giornata
54 Il fumo dagli sterpi verso sera
55 L’origine del tempo e dello spazio
56 L’orologio da muro in cucina
57 L’uomo antico guardava nel mistero
58 Mai prima d’ora in modo così chiaro
59 Nonna, a quest’ora quante volte, quante
60 Solo un giorno hai aperto il tuo cuore
61 Nel tuo caso la morte non riduce
62 Dalla canna fumaria l’ululato
63 Ecco, torna l’autunno coi suoi lutti
65 Autoritratto a Cesena
66 Fondo scuro di vino nel bicchiere
Lettere a Lali
e altre d’amore
69 Dal muretto un papavero ha deciso
70 Che cosa me ne faccio di un’emoticon?
71 Turchese come un dolce desiderio
72 Lali, dal caseggiato antico affiorano
73 Mi avveleno al pensiero del tuo sguardo
74 Lali, terrò nascosto il mio abbandono
75 Non riesco a fare a meno del pensiero
76 Come quando l’inverno, per suo conto
77 Sei tu la mia paura, fuggitiva
78 Lali, la luce fioca dei lampioni
79 Il mio cielo si nutre del silenzio
80 Ancora, ovunque: in alto mare aperto
81 Lali, è da tanto e questa sera ancora
82 Come potrei negare l’evidenza?
83 Ho parlato di te come se fossi
84 Impura come il vento del deserto
85 Quando nel buio più oscuro del mio letto
86 Amore lascia ambigue eredità
87 Toccarti è la certezza del tuo esistere
88 Lali, che cosa resta di un dolore?
89 Donna dei madrigali, dunque, è vero
90 Il Tirreno è placato. Sull’altura
91 In aride fioriere e nelle aiuole
92 Verrai quando avrò dimenticato
93 Complici, nel segreto della notte
94 Light Biografia dell'autoreGiovanni Bracco (Polla, Salerno, 1961), giornalista professionista, è stato inviato speciale e capo della redazione di Roma dell’agenzia di stampa «Il Sole 24 Ore Radiocor». È laureato in Lettere e diplomato in Pianoforte. Ha pubblicato dieci libri di poesia, di cui due in inglese e uno in spagnolo, e due romanzi. Ha firmato il soggetto originale e la sceneggiatura (con Graziano Conversano) del film Carmen è partita (Altre storie – Rai Cinema). Sue poesie sono state pubblicate su «Nuovi Argomenti», sotto la direzione di Enzo Siciliano e, poi, di Dacia Maraini e su «Poeti e Poesia», diretta da Elio Pecora. Tradotte in inglese e spagnolo, sono state accolte da diverse riviste internazionali.
Del 2025 è Nocturnos, con una lettera di Papa Francesco in prefazione, (spagnolo-italiano, Europa Ediciones, Madrid).
Con Madrigali (La Vita Felice, 2023) ha vinto il premio Terra d’Agavi. Con Route 96 bis (Porto Seguro, 2023), ha vinto il premio Città di Caserta per la narrativa e il premio speciale della Critica Nicola Zingarelli.
Tra gli altri riconoscimenti, il premio Caudium Ars per la poesia 2023, il premio Laudato si’ per la poesia, nell’Ottavo centenario del Cantico delle Creature (2025), il Premio speciale per la poesia civile e Medaglia d’onore per Mediterraneo, migranti (da Il mare mi ha deposto dalla croce, La Vita Felice, 2019) al Premio internazionale Luigi Vanvitelli, il Premio speciale Città di Muro Lucano per il carme Lucania (2025).
Dimmi di quella rosa,
se ti è rimasta ancora, non dissolta,
con un po’ di colore, tra le dita.
Era un fiore adeguato quella volta?
Nel bicchiere – lenisce la ferita –
la Bonarda gorgoglia disinvolta.
Mi incitavi a esser lieto: tu, finita
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