Canti Morfici
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È possibile conciliare mistero e parola poetica? Penso di sì, perché è proprio quest’ultima che desidera farlo, restando come prova di una condizione esistenziale dove solo la capacità della conoscenza difficile (altro nome del mistero) risulta in grado d’interrogare le tante ragioni del vivere.
È proprio questa la domanda dei Canti Morfici: piccola o grande bugia? Non importa quale; essa prepara il lettore a percorrere il cammino verso la Verità (ultima forma della conoscenza).
L’“Amor de lonh”, amore che si vivifica nella lontananza, governa senza rivelare troppo del suo esistere e confida nella sua capacità, totalmente umana e misteriosamente divina, di fermare il tempo e, contemporaneamente, tenta di riscattarlo da tutto quello che lo consuma.
È il “de lonh” che il poeta Jaufré Rudel ha stabilito come voce necessaria di tanta lirica occidentale. Abbiamo deciso di chiamare questa voce “poesia”.
dalla prefazione di Piero Marelli
Quarta di copertinaMorte è tutto ciò che vediamo da svegli
(Eraclito)
Il fiore di Yucca dichiara in bianco
la sovranità della vita come
la tiara di un papa i suoi tre regni d’oro.
Ma è già sepolcro avanti al vento di novembre:
insperabile mai sfiorerà il suo velluto di madre.
Mi seppellisco
Schiacciato
Sotto il peso
Di sopraggiunte
Leggerezze. Indice testuale5 Prefazione di Piero Marelli
Canti Morfici
11 Introduzione
13 Talismano
15 Morte è tutto ciò che vediamo da svegli
17 Lezione di piano
19 Allegria
21 Soglia della vertigine
23 Il nodo
25 Estuario del conflitto
27 In crimine
29 Triduo del Cristo
31 Amor de lonh
33 Fuga da Tebe
35 Le nuvole nere
37 Sa-tri
39 Tramonto
41 Polinice e Adrasto
43 Il viaggio
45 La Cruz (Tauromachia)
47 La memoria collettiva
49 Senza titolo (Tauromachia)
51 La bicicletta Biografia dell'autoreAky Vetere (Verona, 1954) è scultore e poeta. A distanza di sette anni dalla pubblicazione di Dino Campana. La notte mistica e dintorni (2019), torna a pubblicare per La Vita Felice con una raccolta poetica arricchita da dieci dipinti di Massimo Faccini. Pittura e poesia dialogano attraverso percorsi espressivi paralleli e storicamente condivisi, alla ricerca delle ragioni profonde delle contraddizioni esistenziali della cultura occidentale.
Massimo Faccini (Milano, 1961), pittore. Ha esposto in numerose mostre collettive personali e in eventi di live painting presso importanti sedi: tra le molte, Amy-D arte spazio, lo Studio Piero Manzoni, l’Atelier Crespi del distretto di Brera, il Salone Nautico di Genova – VIP Lounge, la Fondazione Rodolfo Viola, sempre supportato da una critica eccellente e da sponsorizzazioni importanti, Banca Mediolanum, tra le altre. Morte è tutto ciò che vediamo da svegli
(Eraclito)
Il fiore di Yucca dichiara in bianco
la sovranità della vita come
la tiara di un papa i suoi tre regni d’oro.
Ma è già sepolcro avanti al vento di novembre:
insperabile mai sfiorerà il suo velluto di madre.
Mi seppellisco
Schiacciato
Sotto il peso
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Prima di essere pubblicato, dovrà essere approvato dalla redazione.
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