Corpus Dionysiacum
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Ci sono traduzioni che non si devono dimenticare. Quella che Enrico Turolla (1896-1985), celebre traduttore di Platone, Orazio e di Proclo, diede per il Corpus Dionysiacum è una di esse. Il suo Corpus vedeva la luce a Padova nel 1956, presso Cedam e, prima della versione di Pietro Scazzoso ed Enzo Bellini (uscita in un primo tempo da Rusconi e poi, nel 2009, nella collana “Il pensiero occidentale” di Bompiani), era la sola completa e attendibile in italiano. Quarta di copertina«Ogni dono di bontà, ogni perfetta donazione è dall’alto; discende dal Padre delle luci. Ma codesta discesa di manifestante luce movente dal Padre, discesa diffondentesi verso nostra esistenza, in elargizione di bene, tutta quanta, per reciproca azione, in noi anche dà origine, quale unificatrice forza, a processo semplificante che ci rende atti per protensione verso l’alto e ci detorce verso altra direzione: l’unità del Padre che in sé raccoglie e unifica, la sua natura ch’è semplice e fattrice di divino. In realtà da Lui e verso Lui ogni cosa, come disse un sacro discorso.» Indice testuale 5 Presentazione Biografia dell'autoreDionigi Areopagita (V-VI sec.) è uno pseudonimo usato da un anonimo teologo e filosofo bizantino. Vissuto verso la fine del V secolo, quando ormai il Cristianesimo era la religione ufficiale dell’impero, Dionigi fu un convinto neoplatonico convertito al Cristianesimo e desideroso di determinare un punto di convergenza fra la nuova fede e l’ultima grande filosofia pagana. Una recente teoria attribuisce la paternità di questi scritti al filosofo neoplatonico pagano Damascio, ultimo scolarca dell’Accademia di Atene.
Articoli che parlano di Corpus Dionysiacum
Il Manifesto 28.4.15 per Corpus Dyonisiacum
Il Manifesto 28.4.15 per Corpus Dyonisiacum - articolo di Marco Pacioni
Libero 17.2.15 per Corpus Dyonisiacum
Libero 17.2.15 per Corpus Dyonisiacum
«Ogni dono di bontà, ogni perfetta donazione è dall’alto; discende dal Padre delle luci. Ma codesta discesa di manifestante luce movente dal Padre, discesa diffondentesi verso nostra esistenza, in elargizione di bene, tutta quanta, per reciproca azione, in noi anche dà origine, quale unificatrice forza, a processo semplificante che ci rende atti per protensione verso l’alto e ci detorce verso altra direzione: l’unità del Padre che in sé raccoglie e unifica, la sua natura ch’è semplice e fattrice di divino. In realtà da Lui e verso Lui ogni cosa, come disse un sacro discorso.» |
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