Lo spettacolo del tennis 1980-1990
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€ 19,00 invece di € 20,00
EUR
In uscita il 27-08-2025
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Descrizione |
Con un'introduzione di Ubaldo Scanagatta
Lo spettacolo del tennis raccoglie le cronache tennistiche scritte da Serge Daney per il quotidiano francese «Libération» dal 1980 al 1990. Set: Roland Garros, Wimbledon, la Coppa Davis, Bercy. Cast: Björn Borg, Ivan Lendl, Chris Evert-Lloyd, John McEnroe, Adriano Panatta, Gabriela Sabatini, Jimmy Connors, Martina Navrátilová, Yannick Noah, Steffi Graf, Mats Wilander, Hana Mandlíková, Henri Leconte, Boris Becker…, gli arbitri, il pubblico, le epoche, i vincitori e i vinti. Sono ritratti, racconti, commenti, domande e riflessioni. Serge Daney parla di tennis come si dovrebbe parlare di letteratura o di cinema. Da intellettuale appassionato, da critico consapevole. Gli appassionati e i lettori di cinema ameranno questo libro perché scopriranno per la prima volta o ritroveranno la voce di uno dei più lucidi e profetici intellettuali e critici del Novecento. Gli appassionati di tennis e di sport adoreranno questa raccolta di articoli per lo sguardo brillante e vivace con cui Daney tratteggia i profili di grandi e indimenticabili campioni, l’atmosfera dei grandi tornei e la trasformazione, in atto proprio in quegli anni, del tennis nello spettacolo anche televisivo che è oggi. Gli appassionati di cinema e tennis saranno semplicemente in paradiso. Quarta di copertina«Il tennis ha bisogno di attori così come di buoni giocatori e, di sceneggiature, così come di commenti tecnici. Una partita, come un film, è un racconto breve. Può non succedere nulla, come nella finale di ieri tra McEnroe e Lewis (6-2, 6-2, 6-2). Si ripetono i gesti del tennis: uno vince e l’altro no, ma in realtà non succede nulla. Un torneo è già di per sé un grande racconto. Ogni giorno succede qualcosa, un buon mix di cose prevedibili e di cose inaspettate. Un’annata di tennis è una vera e propria saga.»Serge Daney, Wimbledon 1983. Indice testualeLo spettacolo del tennis5 Prefazione di Silvia Pareti 9 Introduzione di Ubaldo Scanagatta 1980 Roland Garros 15 Connors salva due match point ed elimina Caujolle 17 La nascita degli aficionados del tennis 19 Il fattore tempo 21 La sonorità particolare della racchetta di Borg 23 Hana Mandlíková elimina facilmente Ivanna Madruga 25 Gerulaitis scatenato contro tutti 27 Le donne giocano “seriamente” 29 Il virtuosismo paga 31 Niente pathos al Roland Garros 1980 Wimbledon 35 Borg-McEnroe o le bellezze della ragion pura 1981 Wimbledon 41 McEnroe e Frawley la grande rabbia 44 Alternanza al vertice 1982 Roland Garros 49 L’eterna metamorfosi di Vilas 51 Tennis femminile: quando una attacca e l’altra no 53 Storia di un’accelerazione che non c’è stata 55 Vilas in finale, senza perdere un set 57 Finale tse-tse al Roland Garros 1982 Coppa Davis 61 Noah-McEnroe: gli assi degli ace 65 Coppa Davis: sinfonia tennistica in cinque movimenti 1983 Coppa Davis 71 Urss-Francia: super beach tennis vs livello top mondiale 73 Quando il tennis sovietico si risveglierà... 75 Coppa Davis: i francesi sono meno noiosi dei russi 1983 Roland Garros 79 Interi pomeriggi sul centrale 82 Roger-Vasselin, il piccolo dei quarti di finale 84 La sindrome svedese 86 Scenari francesi 89 Vilas-Higueras: hanno depresso anche il meteo 91 Il mistero Wilander 93 Wilander-Higueras: tre ore senza vibrare 95 Noah-Wilander: 15.08-17.32 1983 Wimbledon 101 E McEnroe scopre la falla 103 McEnroe ha imparato ad annoiarsi 1983 Coppa Davis 109 Coppa Davis: Noah passa, Leconte crolla 112 Coppa Davis: i francesi mordono l’erba 1984 Roland Garros 117 Teatro: Higueras batte Năstase in tre atti 120 Riflettori accesi sulle nostre pantere rosa 123 Carlsson, sedicenne, il ragazzo scatenato del tennis svedese 126 Seduti i privilegiati! 128 Dove vediamo gli altri tornei in trasparenza 131 Rimbalzi d’emozione sulla terra rossa 136 Ottavo giorno, campi sotto la pioggia 139 La fossa delle immagini 141 Partite del giorno a fettine 144 Lendl il boia batte l’elegante Gómez 146 Navrátilová: il Grand Slam nel suo mirino 148 Lendl-Wilander: l’ipnotista intrappolato 1985 Roland Garros 153 Benhabiles al suo top di gamma 156 La macchina a due teste e la grana dell’arbitro 160 Arbitri: l’anno di tutte le delusioni 161 3 ore, 5 set, 49 giochi: Leconte c’è 164 Una giornata troppo tranquilla sotto l’influenza svedese 167 Leconte, scacco “Mats” 169 Connors: nessuna suspense per l’ultimo eletto del quartetto d’assi 171 Una gran bella scocciatura nella fossa dei dinosauri 174 Jimmy Connors meno terriero di Lendl 1985 Wimbledon 179 Wimbledon: la finale partorisce un piccolo superdotato 1987 Roland Garros 183 Quando gli assi tirano fuori le zanne i piccoli coccodrilli crollano 187 Mats Wilander, ascoltate che indifferenza 190 Tirannia in tre atti 193 Mečíř, scambi fuori standard 195 Graf spinge Sabatini al finish 197 Mečíř impiccato ai colpi morbidi di Lendl 200 Ivan Lendl: bis 1988 Roland Garros 207 Yannick Noah mette il pubblico in ginocchio 209 Henri Leconte, il tennis intermittente 211 Yannick Noah su terra battuta 213 Andrej Česnokov divora Pat Cash 215 Wilander non esce per un break 218 Una semifinale per la sete di Henri Leconte 220 Leconte in finale, ritonnant? No 223 Un pomeriggio blu, bianco, bleah! 1990 Bercy 229 Che lame tristi, questi coltelli di seconda scelta 232 Un assassino sulla strada, due vittime sulla banchina Postfazione 237 La parola a... Doggy di Bruno Bozzetto Biografia dell'autoreSerge Daney (1944-1992) è stato un critico e teorico francese, dal 1973 al 1981 redattore capo dei «Cahiers du cinéma», la più iconica e autorevole rivista di critica al mondo e dal 1981 al 1991 responsabile della pagina di cinema per il quotidiano «Libération». Nel 1992 fonda la rivista «Trafic». È stato autore di numerosi saggi tra i quali: Pérsévérance pubblicato postumo nel 1994 ed edito in Italia con il titolo Lo sguardo ostinato. Si definiva cine-figlio (ciné-fils in francese, gioco di parole con cinéphile) e «amava il cinema, la corrida e il tennis. Godard, Hawks, Straub et Huillet, Ford, Mizoguchi, Lang, Welles, Garrel e pochi altri ancora tornano spesso nella sua opera.Detestava la tradizione francese e considerava La morte corre sul fiume il più bel film americano del mondo, forse perché “il cinema è l’infanzia”» (Éric des Garets).
«Il tennis ha bisogno di attori così come di buoni giocatori e, di sceneggiature, così come di commenti tecnici. Una partita, come un film, è un racconto breve. Può non succedere nulla, come nella finale di ieri tra McEnroe e Lewis (6-2, 6-2, 6-2). Si ripetono i gesti del tennis: uno vince e l’altro no, ma in realtà non succede nulla. Un torneo è già di per sé un grande racconto. Ogni giorno succede qualcosa, un buon mix di cose prevedibili e di cose inaspettate. Un’annata di tennis è una vera e propria saga.»
Serge Daney, Wimbledon 1983. |
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Prima di essere pubblicato, dovrà essere approvato dalla redazione.
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