Orbis sensualium pictus
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Uscito con testo bilingue in latino e tedesco a Norimberga nel 1658, l’Orbis sensualium pictus ebbe subito grandissimo successo e diffusione. Cogliendo e rendendo produttivo il nuovo ruolo dell’immagine nello sviluppo e nella diffusione del sapere moderno, l’opera ha a suo tempo rivoluzionato e influenzato profondamente l’istruzione scolastica in Europa e testimonia di una concezione pedagogica che collega l’apprendimento della lingua alla trasmissione delle più importanti nozioni sul mondo e sulle cose. Facendo leva sull’efficacia comunicativa immediata delle immagini, mette in connessione il mondo percepito attraverso i sensi e l’ambito delle parole. Oggi difficilmente reperibile, questo libro fa da ponte, come nota Benjamin nel saggio qui riprodotto in appendice, tra il mondo del Barocco, con la sua fascinazione per geroglifici ed emblemi come segnature di un sapere esoterico, e il ruolo fondante dell’immagine in una concezione moderna e scientifica del sapere secondo cui «nulla è nell’intelletto che non sia prima stato nei sensi».
Quarta di copertinaSappiamo bene che nell’intelletto non si trova nulla che non sia passato prima per i sensi. E di conseguenza, l’esercitare i sensi con diligenza e curiosità a percepire esattamente le differenze d’ogni cosa equivale a gettare un saldo fondamento del sapere e dell’eloquenza, e di tutte le azioni oculate della vita presente. Cosa che generalmente (benché importantissima) è trascurata nelle scuole, dove gli scolari sono forzati a imparare cose che non capiscono, anzi che i loro sensi non sono neppure in grado di rappresentarsi. Indice testuale 5 Introduzione di Ľudovít Bakoš
25 Vita e opere di Comenius
Il mondo visibile
31 Prologo 37 Orbis sensualium pictus 357 Note
359 Vecchi libri per l’infanzia dimenticati di Walter Benjamin
369 Indice tematico Biografia dell'autoreJan Amos Komenský: (Nivnice, Moravia, 1592 - Amsterdam 1670) è stato teologo, pedagogista, filosofo e linguista. Membro dell’Unione dei fratelli boemi, una comunità religiosa di derivazione hussita, passò una vita travagliata in esilio a causa delle guerre di religione e fu attivo in tutta Europa, dalla Polonia all’Inghilterra alla Svezia. È noto soprattutto per essere stato, con la sua ricerca di una sintesi del sapere che di tutte le cose rivelasse la struttura intima, il fondatore dell’educazione moderna. Tra le sue opere principali ci sono, oltre all’Orbis, la Didactica Magna (1628), Janua linguarum reserata (1631), Il labirinto del mondo e il paradiso del cuore (1663).
Walter Benjamin: (Berlino 1892 - Port Bou 1940) è stato tra i maggiori rappresentanti della riflessione filosofica tedesca sulla modernità nei suoi risvolti culturali ed estetici della prima metà del Novecento. Accanto alla sua produzione saggistica più nota (tra cui Il concetto di critica nel Romanticismo tedesco, 1920; L’origine del dramma barocco tedesco, 1920; L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, 1936; le opere di pubblicazione postuma Sul concetto di storia e I «passages» di Parigi), scrisse un numero cospicuo di testi critici e recensioni, tra cui diversi saggi sui libri per l’infanzia, di cui era appassionato collezionista.
Articoli che parlano di Orbis sensualium pictus
RadioLibrArte 26_03 per «Orbis sensualium pictus» a cura di Ginevra Quadrio Curzio
Giacinto Di Pietrantonio dialoga con Ginevra Quadrio Curzio sull'«Orbis sensualium pictus»
Il Sole 24 Ore (Domenica) per «Orbis sensualium pictus» di Comenio
Il Sole 24 Ore (Domenica) per «Orbis sensualium pictus» di Comenio a cura di Ginevra Quadrio Curzio
Sappiamo bene che nell’intelletto non si trova nulla che non sia passato prima per i sensi. E di conseguenza, l’esercitare i sensi con diligenza e curiosità a percepire esattamente le differenze d’ogni cosa equivale a gettare un saldo fondamento del sapere e dell’eloquenza, e di tutte le azioni oculate della vita presente. Cosa che generalmente (benché importantissima) è trascurata nelle scuole, dove gli scolari sono forzati a imparare cose che non capiscono, anzi che i loro sensi non sono neppure in grado di rappresentarsi. |
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