L'uomo che volle farsi re
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India, 1880. Il redattore di un giornale di provincia aiuta due singolari figuri a raggiungere il lontano Kafiristan dove – così dicono – essi saranno re.
Peachey Taliaferro Carnehan e Daniel Dravot, giunti in Kafiristan, nell’Afghanistan nord-orientale, di villaggio in villaggio conquistano distese sconfinate. Fondano, a Bashkai, una Loggia massonica con tanto di tempio, rituali pseudo-esoterici e annessa simbologia. E già che ci sono, forti della sostanziale ignoranza di quelli del posto, dicono di essere dei; venuti da un luogo lontano, forieri di pace e benessere. Ma i due impostori vengono presto scoperti e sono costretti a un’inutile fuga: Dravot è gettato da un ponte tibetano, mentre Carnehan è costretto a vagare per giorni attraverso le valli innevate del Kafiristan con, in un sacco, la testa avvizzita del compagno. Questo il racconto che, tre anni dopo, lo stesso redattore apprende dalle parole di Peachey Taliaferro Carnehan che, irriconoscibile, schiantato dal dolore, rievoca quell’agghiacciante esperienza parlandone in terza persona. Quarta di copertinaTutto iniziò a bordo di un treno che andava da Ajmer a Mhow. C’era stato un deficit nel bilancio, il che rese necessario viaggiare non in seconda classe, che costa soltanto la metà della prima, ma in terza classe, davvero obbrobriosa. Non vi sono cuscini sui sedili della terza classe e i suoi frequentatori sono o di terza classe, ossia eurasiatici o indigeni – cosa che per un lungo viaggio notturno è sgradevole – oppure vagabondi, divertenti anche se sbronzi. I passeggeri di terza classe non acquistano nulla dai buffet ferroviari. Si portano il cibo in fagotti e barattoli, comprano dolciumi dai venditori di caramelle indigeni e bevono l’acqua che trovano sul ciglio della strada. [...]La mia carrozza di terza classe era rimasta vuota finché non raggiunsi Nasirabad, quando salì un grosso signore dalle folte sopracciglia nere in maniche di camicia e, secondo l’abitudine dei viaggiatori di terza classe, scambiò due parole. Indice testuale5 IntroduzioneL’uomo che volle farsi re 10 The Man who would be King 11 L’uomo che volle farsi re Biografia dell'autoreRudyard Kipling (Bombay, 1865 - Londra, 1936): scrittore e poeta inglese tra i più noti autori di libri di avventura e per ragazzi, ha scritto poesie, romanzi e racconti – molti dei quali di ambientazione indiana – in cui ha profuso talento narrativo e impegno politico-sociale. Identificato come il cantore dell’imperialismo britannico, Kipling in realtà non si è limitato a esaltarne gli ideali, ma li ha articolati in un ricchissimo immaginario, senza perdere di vista i lati più aspri del dominio coloniale. Raggiunse la notorietà con le poesie Ballate delle baracche (1892); seguirono i suoi capolavori: Il libro della giungla (1894), Il secondo libro della giungla (1895), Capitani coraggiosi (1897) e Kim (1901). Nel 1907 gli è stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura.
Articoli che parlano di L'uomo che volle farsi re
Mangialibri_14/06 per "L'uomo che volle farsi re" di Rudyard Kipling
Mangialibri_14/06 per "L'uomo che volle farsi re" di Rudyard Kipling (di David Frati)
Tutto iniziò a bordo di un treno che andava da Ajmer a Mhow. C’era stato un deficit nel bilancio, il che rese necessario viaggiare non in seconda classe, che costa soltanto la metà della prima, ma in terza classe, davvero obbrobriosa. Non vi sono cuscini sui sedili della terza classe e i suoi frequentatori sono o di terza classe, ossia eurasiatici o indigeni – cosa che per un lungo viaggio notturno è sgradevole – oppure vagabondi, divertenti anche se sbronzi. I passeggeri di terza classe non acquistano nulla dai buffet ferroviari. Si portano il cibo in fagotti e barattoli, comprano dolciumi dai venditori di caramelle indigeni e bevono l’acqua che trovano sul ciglio della strada. [...]
La mia carrozza di terza classe era rimasta vuota finché non raggiunsi Nasirabad, quando salì un grosso signore dalle folte sopracciglia nere in maniche di camicia e, secondo l’abitudine dei viaggiatori di terza classe, scambiò due parole. |
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