Il bandito del deserto
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Thābit bin Malik, più noto con il soprannome di al-Shanfarā al-Azdī, o semplicemente come al-Shanfarā, è una delle figure poetiche che maggiormente spiccano nella tradizione storico-letteraria dell’Arabia pagana, nei decenni immediatamente precedenti la missione profetica di Maometto (fine del VI sec., inizio del VII d.C.). Secondo tale tradizione, di cui non v’è ragione di mettere in dubbio la sostanziale autenticità, al-Shanfarā, appartenente alla tribù degli Azd, avrebbe condotto una vita solitaria, raminga e avventurosa nell’Hegiaz meridionale e nello Yemen, da razziatore e bandito, respinto sia dalla sua tribù originaria, che lo mise al bando, sia da quella che l’aveva riscattato dopo che fu fatto prigioniero. La leggenda vuole inoltre che egli avesse giurato di vendicarsi dei torti subiti dai membri della tribù che lo aveva riscattato, rei di avergli negato il matrimonio con Qu‘sūs, figlia di un sayyid dei bin Salāmān, uccidendo cento dei suoi antichi compagni. Sarebbe però morto dopo averne uccisi solo novantanove, anche se il suo teschio, insepolto e sporgente dal suolo, avrebbe causato la caduta e la morte del centesimo, permettendo così al poeta di compiere, postuma, la propria vendetta. Quarta di copertinaUomini della mia tribù, fate drizzare i petti delle vostre cavalcature (e partite), ché io verso altra gente che non voi sono più incline. Indice testuale 5 Introduzione Biografia dell'autoreThābit bin Malik, più noto con il soprannome di al-Shanfarā al-Azdī, o semplicemente come al-Shanfarā, è un poeta arabo dell’epoca preislamica (VI secolo d.C.). La tradizione lo descrive come proveniente dalla tribù sudarabica degli Azd, ma ceduto o venduto da piccolo a un’altra tribù, e vissuto poi di una vita avventurosa e brigantesca, chiusasi tragicamente con la sua uccisione in una imboscata. Oltre a vari frammenti di incerta autenticità, sono tramandate con il suo nome due lunghe odi (qaşīde), sulla più famosa delle quali, nota con il nome di Lāmiyyat al-‘Arab, si è tornata a sollevare la questione dell’autenticità. Comunque, la Lāmiyyat al-‘Arab è una delle più belle produzioni dell’antica poesia araba, ed è rimasta quasi classico modello della minuta arte descrittiva beduina. Essa è stata tradotta in numerose lingue europee.
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