Rilkeana
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Rilkeana è la seconda opera tradotta in Italia della poetessa, artista, scrittrice e accademica portoghese Ana Hatherly. Il libro è una rilettura di straordinaria intensità delle Duineser Elegien di Rainer Maria Rilke. Con questo testo, Hatherly compie una plagiotropia ossia una «traduzione della tradizione in senso non necessariamente rettilineo», come ci ricorda nella sua introduzione Serena Cacchioli (autrice, sua volta, della bella traduzione in italiano). Si tratta quindi di assolvere al “compito del traduttore” avvalendosi degli strumenti della vita e della poesia. Nel titolo, non a caso, il nome dell’autrice portoghese si fonde con quello del poeta praghese. Anche grazie a questo espediente, si intuisce il “patto ludico” che si vuole stabilire con il lettore, perseguendo il principio barocco di riutilizzo dei materiali. Ogni testo di Rilkeana inizia con i versi originari delle elegie per poi diventare una nuova composizione nelle mani dell’interprete. Scrive la Hatherly, rileggendo la prima elegia, Wer, wenn ich schriee: «Qualcuno mi sentirebbe se gridassi?/ Sento voci/ ma sono voci inventate/ perché è inutile scrutare il silenzio/ e perciò vi reinvento/ a ogni battito del mio cuore».
Vincenzo Frungillo
Indice testuale 5 Ana Hatherly e la traduzione come “patto ludico” Biografia dell'autoreAna Hatherly (Porto, 1929 - Lisbona, 2015). Scrittrice, artista visiva, saggista, regista con un passato da musicista e cantante lirica, è stata una delle voci più originali della poesia portoghese del Novecento. Ha fatto parte del movimento sperimentale degli anni Sessanta nato attorno alla rivista «Poesia Experimental» (1964-1966). Nelle arti visive si è soprattutto dedicata all’esplorazione del rapporto tra disegno e scrittura, calligrafia e pittura. Come accademica ha studiato l’epoca barocca e si è dottorata a Berkeley in Studi Ispanici del Secolo d’Oro. Come regista ha girato alcuni film nei periodi adiacenti alla rivoluzione dei Garofani, come Revolução (1975). Tra le opere letterarie più significative ricordiamo O Mestre (1963) e Tisanas la cui ultima edizione è uscita postuma nel 2024. La traduzione per lei è sempre stata una parte integrante del suo processo creativo che si manifestava in modo molto originale in quasi tutte le arti. Tra il 1981 e il 1999 è stata professoressa all’Universidade Nova di Lisbona. I suoi dipinti e sculture sono oggi preservati alla Fondazione Calouste Gulbenkian a Lisbona e al Museo di Arte Contemporanea Serralves a Porto. Alcune poesie di Ana Hatherly sono state tradotte in italiano per l’antologia Gli abbracci feriti. Poetesse portoghesi di oggi a cura di Adelina Aletti, pubblicata da Feltrinelli nel 1980. Altre sono apparse su riviste letterarie. Nel 1994 è stato pubblicato il libro 77 Tisane, da Colpo di fulmine Edizioni di Verona. |
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