Due intrighi, una satira e un divertissement
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Ripresosi dalle fatiche dell’Enciclopedia, Denis Diderot si dedicò anima e corpo alla letteratura: così nella prima metà degli anni Settanta produsse una mezza dozzina di racconti innovativi e due opere immortali come Il nipote di Rameau e Jacques il fatalista.
I quattro testi qui presentati in prima traduzione italiana si affiancano a questa produzione maggiore con pretese apparentemente minori, se non recassero in sé, sotto la sapiente regia di un’esuberante ironia, una quantità di temi teorici e di motivi stilistici dai quali il lettore faticherà a sottrarsi.
Quarta di copertinaNon hai notato, amico mio, come la varietà di questa prerogativa che ci è peculiare e che si chiama ragione sia tale da corrispondere, da sola, a tutt’intera la diversità degli istinti animali? Ecco perché sotto la forma bipede dell’uomo non c’è bestia innocente o malefica nell’aria, in fondo alle foreste, nelle acque, che tu non possa riconoscere. C’è l’uomo lupo, l’uomo tigre, l’uomo volpe, l’uomo talpa, l’uomo maiale, l’uomo pecora, e questo qui è il più diffuso. C’è l’uomo anguilla; stringilo quanto vuoi, ti scapperà. L’uomo luccio, che divora tutto; l’uomo serpente, che si ripiega in cento maniere diverse; l’uomo orso, che non mi spiace; l’uomo aquila, che plana nell’alto dei cieli; l’uomo corvo, l’uomo sparviero, l’uomo e uccello da preda. Nulla più raro d’un uomo che sia uomo e basta; nessuno di noi che non tenga un poco del suo animale analogo. Indice testuale5 Introduzione 13 Nota filologica 15 Bibliografia essenziale 19 Cronologia Due intrighi, una satira e un divertissement 26 Mystification 27 Mistificazione 84 Madame de La Pomerraye 85 La Signora de La Pomerraye 176 Satire première 177 Satira prima 212 Plan d’un divertissement domestique 213 Piano di un divertissement domestico 237 Note ai testi Biografia dell'autoreDenis Diderot (Langres, 5 ottobre 1713 - Parigi, 31 luglio 1784) incarna per antonomasia lo spirito dell’Illuminismo, e non solo per essere stato l’eroico artefice dell’Enciclopedia: fin dall’inizio perseguito per le sue critiche alla religione e all’assolutismo politico oltreché per la sua irresistibile vena libertina, seppe instancabilmente sviluppare il suo pensiero filosofico in contemporanea su più piani, dalle scienze naturali alla letteratura, dalla storiografia all’estetica delle arti visive, sempre spingendolo al limite e aprendo così vie nuove.
Dario Borso, già docente di Storia della filosofia alla Statale di Milano e di Estetica al Politecnico, noto per le sue traduzioni da Kierkegaard, Celan e Arno Schmidt, in ambito francese ha curato opere di Jarry ed Erik Satie. Non hai notato, amico mio, come la varietà di questa prerogativa che ci è peculiare e che si chiama ragione sia tale da corrispondere, da sola, a tutt’intera la diversità degli istinti animali? Ecco perché sotto la forma bipede dell’uomo non c’è bestia innocente o malefica nell’aria, in fondo alle foreste, nelle acque, che tu non possa riconoscere. C’è l’uomo lupo, l’uomo tigre, l’uomo volpe, l’uomo talpa, l’uomo maiale, l’uomo pecora, e questo qui è il più diffuso. C’è l’uomo anguilla; stringilo quanto vuoi, ti scapperà. L’uomo luccio, che divora tutto; l’uomo serpente, che si ripiega in cento maniere diverse; l’uomo orso, che non mi spiace; l’uomo aquila, che plana nell’alto dei cieli; l’uomo corvo, l’uomo sparviero, l’uomo e uccello da preda. Nulla più raro d’un uomo che sia uomo e basta; nessuno di noi che non tenga un poco del suo animale analogo. |
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