Iside svelata o egittologia sacra
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€ 17,10 invece di € 18,00
EUR
In uscita il 24-04-2026
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In quest’opera, molto ben documentata, Ernest Bosc si occupa di geroglifici, papiri, Hermes, miti e simboli della religione egiziana. Affronta anche il grande tema dei misteri dell’iniziazione. Cosa fossero tali misteri è difficile da definire con esattezza: sicuramente comprendevano, oltre alle prove materiali a cui sottoporsi, un insieme di studi e conoscenze che l’Adepto o Iniziato doveva conoscere perfettamente, per ottenere l’alto grado di Sar o Mago. Questi studi duravano molti anni e le conoscenze richieste erano molto approfondite; abbracciavano tutte le scienze, che gli antichi designavano col termine generico di “Scienza Occulta”. Quarta di copertinaL’Egitto monoteista considerava gli dèi del suo pantheon come i nomi che un unico essere riceveva nei suoi vari ruoli, conservando in ciascuno, insieme alla sua identità, la pienezza degli attributi. Nel ruolo di Eterno, precedente a tutti gli esseri da lui generati, e poi nel ruolo di Provvidenza che ogni giorno conserva la sua opera, è sempre lo stesso essere che riunisce nella propria essenza gli attributi divini. Questo essere che in sé è uno e immutabile, ma anche misterioso e inaccessibile all’intelletto, non ha né forma né nome, si rivela attraverso le azioni, si manifesta nei ruoli, ognuno dei quali dà origine a una forma divina che riceve un nome ed è un dio. Indice testuale5 Prefazione Iside svelata o egittologia sacra Biografia dell'autoreErnest Bosc (1837-1913), archeologo e studioso di discipline esoteriche, fu tra i fautori e i cultori della “Rinascita Celtica”, movimento culturale di impronta nazionalista nato e diffusosi in Francia nel corso del secolo XIX. Tra il 1877 e il 1913 Bosc pubblicò una ricca serie di testi su storia, archeologia e tradizioni esoteriche. L’Egitto monoteista considerava gli dèi del suo pantheon come i nomi che un unico essere riceveva nei suoi vari ruoli, conservando in ciascuno, insieme alla sua identità, la pienezza degli attributi. Nel ruolo di Eterno, precedente a tutti gli esseri da lui generati, e poi nel ruolo di Provvidenza che ogni giorno conserva la sua opera, è sempre lo stesso essere che riunisce nella propria essenza gli attributi divini. Questo essere che in sé è uno e immutabile, ma anche misterioso e inaccessibile all’intelletto, non ha né forma né nome, si rivela attraverso le azioni, si manifesta nei ruoli, ognuno dei quali dà origine a una forma divina che riceve un nome ed è un dio. |
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