Condizione di confine
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È come se la lingua di Dimkovska fosse stata nutrita con il latte di una violenza millenaria. Da una parte, la storia sterminata delle tradizioni, degli accenti, delle nenie e dei mondi catturati da quel grande arcipelago di terre chiamato penisola balcanica; dall’altra, la storia recente, a tratti terribile, di una nazione e di un popolo che nel Novecento si è visto contendere tutto – persino il proprio nome – e che ha trovato se stesso attraversando la grande storia Europea, fatta di smembramenti, ricomposizioni e guerre civili. Si sente in questa poesia la continua frizione dei confini, il loro attrito, il loro sapore nascosto: il desiderio di un fluire fra le terre e le nazioni e i linguaggi che non sa nascondere la paura di perdersi. La lingua di Dimkovska è come se fosse costretta dagli eventi a pensarsi in una traduzione e in un tradimento. Non è un caso che l’altro in questa poesia è sempre un enigma, un indovinello, un paradosso. L’umanità stessa è messa in discussione in una storia di decadimenti, in cui l’ossessione per la morte è costante, come però la fiducia che in un’ironia nera la poesia possa lasciare un’eredità di liberazione: «Ti farebbe bene un proiettile in testa,/ un salto dal ponte o una vena tagliata,/ l’acido cloridrico nel tè, la cintura da uomo al collo,/ al momento sbagliato, nel posto sbagliato/ la morte è risveglio». Tommaso Di Dio Indice testualeCondizione di confine 38 Смртна Biografia dell'autoreLidija Dimkovska (1971) è una poetessa, prosatrice e traduttrice macedone. Attualmente risiede a Lubiana, Slovenia, e vanta una prolifica carriera letteraria, con sette raccolte di poesia, quattro romanzi, un diario, una raccolta di racconti e la curatela di quattro antologie. Le sue opere sono state tradotte in quindici lingue. È vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra cui il “Premio dell’Unione Europea per la letteratura” con il romanzo Резервен живот (Vita di scorta, 2013). Traduce in macedone opere letterarie dal rumeno e dallo sloveno. Nata a Skopje nel 1984, Ema Stefanovska è una linguista e docente di traduzione. Da oltre vent’anni si dedica alla diffusione della letteratura di lingua-culture minoritarie nel contesto italiano. Ha curato la traduzione di una selezione di poesie della poetessa macedone Lidija Dimkovska, pubblicate nella raccolta Condizione di confine (La Vita Felice, 2025) e i testi dell’antologia La poesia che si fa città, vol. 2 (a cura di Tommaso di Dio, Zacinto Edizioni, 2024). Ha tradotto racconti dal macedone (Quando ho lasciato Karl Liebknecht di Lidija Dimkovska), dal serbo (Geografia parallela di Bojan Savić Ostojić) e dal bosniaco (Io, l’anarchico di Damir Advić) per la rivista letteraria «Specimen» e ha curato la traduzione della video installazione Radio Ballads per la 24a Esposizione Internazionale della Triennale di Milano.
Articoli che parlano di Condizione di confine
La Stampa Ed. Cuneo 31/01 _ per "Condizione di confine", tradotto da Ema Stefanovska
La Stampa Ed. Cuneo 31/01 _ per "Condizione di confine", tradotto da Ema Stefanovska (di Giulia Poetto)
Poesia, poesie, poeti 08/12_per «Condizione di confine» di Lidija Dimkovska
Poesia, poesie, poeti 08/12_per «Condizione di confine» di Lidija Dimkovska (di Sergio Albertini)
Le parole e le cose 04_12 per «Condizione di confine» di Lidija Dimkovska
Le parole e le cose 04_12 per «Condizione di confine» di Lidija Dimkovska
Il Manifesto 16_09 per "Condizione di confine" di Lidija Dimkovska
Il Manifesto 16_09 per "Condizione di confine" di Lidija Dimkovska (di Alberto Fraccacreta)
Eventi collegati a Condizione di confine
13/5/26 Presentazione di «Condizione di confine»
NOI libreria, il 13.05.2026alle ore 19.00, via delle Leghe, 18, Milano
16/11/25 BookCity Milano 2025 - La poesia che si traduce e che resiste
Castello Sforzesco - Biblioteca d'Arte, il 16.11.2025alle ore 18.00, piazza Castello, 1, Milano
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