I Versi Aurei
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I Versi Aurei di Pitagora costituiscono i fondamenti, la summa degli insegnamenti del filosofo e della sua scuola di pensiero (fondata a Crotone). Dopo la morte del Sapiente di Samo, i suoi adepti si fecero portatori di questi precetti, tramandati attraverso linguaggi criptici, numeri e simboli, che li rendessero incomprensibili a chi non fosse un discepolo. In essi non solo è racchiusa la dottrina morale del filosofo – ispirata al principio di moderazione –, ma anche una serie di regole (alcune piuttosto rigide) sui costumi, i consumi e il modo di relazionarsi agli altri. Quarta di copertinaNon accogliere negli occhi stanchi il sonno, senza aver prima passato in rassegna tre volte le azioni della giornata: “In che ho peccato? Cosa ho fatto? Quale dovere non ho compiuto?”. Cominciando dalla prima, esamina le tue azioni; quindi rimproverati per le cattive e rallegrati per le buone. Indice testuale7 Introduzione Biografia dell'autorePitagora (VI secolo a.C.), filosofo, scienziato e taumaturgo, è senz’altro una delle figure più complesse e affascinanti della Grecia antica. Da Samo emigrò nella Magna Grecia fondando a Crotone un’importante scuola filosofico-religiosa – alla quale erano ammesse anche le donne – che esercitò una vasta influenza politica di tipo aristocratico e conservatore su altre città dell’Italia meridionale. Venerato dai numerosi seguaci come un dio, divenne presto una figura leggendaria. Il modello di “vita pitagorica” di cui parla anche Platone nella Repubblica, ispirato alla dottrina della metempsicosi, era segnato da precise regole pratiche, divieti e rituali di purificazione.
Pitagora non lasciò alcuno scritto, ma le sue idee sono state riportate – infrangendo il vincolo del “Sacro Silenzio” – dal suo discepolo più noto, Filolao, a cui alcuni hanno perciò attribuito anche questi versi.
Articoli che parlano di I Versi Aurei
Il Sole 24 Ore (Domenica) 30_04 per «I Versi Aurei» di Pitagora
Il Sole 24 Ore (Domenica) 30_04 per «I Versi Aurei» di Pitagora
Non accogliere negli occhi stanchi il sonno, senza aver prima passato in rassegna tre volte le azioni della giornata: “In che ho peccato? Cosa ho fatto? Quale dovere non ho compiuto?”. Cominciando dalla prima, esamina le tue azioni; quindi rimproverati per le cattive e rallegrati per le buone. |
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