Storia di briganti nello Stato Pontificio
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Per un decennio circa dopo la Restaurazione le province di Marittima e Campagna, appartenenti allo Stato Pontificio, furono travagliate da un brigantaggio cronico. Malviventi, conventicole e grassatori da strada spadroneggiavano fra quei monti compiendo azioni terribili.
Emerge da queste pagine un quadro che ha ben poco di glorioso e di romantico: omicidi, furti, stupri, violenze e soprattutto rapimenti per ottenere un riscatto erano avvenimenti frequenti, compiuti da banditi codardi che poi, per ottenere la grazia, uccidevano a tradimento un compagno e ne portavano la testa alle autorità.
Focalizzata attorno alla figura del brigante sonninese Antonio Gasbarrone, la narrazione ha cercato di andare oltre l’asciuttezza delle carte documentali descrivendo con accuratezza gli episodi chiave del fenomeno “brigantaggio”.
Nel mese di ottobre del 2025 è caduto il bicentenario della fine del brigantaggio nelle province romane del basso Lazio, celebrato in forma ufficiale dal Governo Pontificio. La scrittura di questo libro è nata proprio da questa occasione.
Quarta di copertinaVoleva esser fucilato [Angelo De Paolis] come Mamma e Papà e gli fu risposto che Cristo non chiese alcun cambiamento di morte, e se ne persuase. Volle la descrizione del Paradiso e il buon confessore gliene fece una di suo grado. Chiese quante ore mancavano alla sua fine e rimanendone ancora tre chiese il cioccolato e dormì tranquillo un’ora. Discese da se le scale non volle niuno per salir la carrozza. Ricusò bendarsi gli occhi non volendo nascondere al pubblico il volto di uno scellerato. A piedi del patibolo ringraziò li preti d’ogni loro officiosità. Risoluto s’accostò alla ghigliottina. Ricusò l’aiuto del carnefice e girando gli occhi d’ogni intorno abbassò il collo sopra il ceppo e cascò all’innanzi il suo corpo. Indice testualeStoria di briganti nello Stato Pontificio.Antonio Gasbarrone tra Lazio ed Emilia (1814-1825) 7 Il ritorno del Papa re 16 1814: amnistia ai guerriglieri del Papa 24 1814-1818: un lustro di fallimenti 34 Antonio Gasbarrone e l’amnistia del 1818 49 Cento, Legazione apostolica di Ferrara: una nuova patria per una nuova vita? 58 La triste sorte di Diomira 65 L’evasione 72 La fuga verso Bologna 76 Un «avvenimento terribile» 81 Arresto, condanna ed esecuzione di Angelo De Paolis e Pietro Rinaldi 89 Sonnino delenda est! 101 Don Luigi Locatelli, l’agente segreto 105 La difficile situazione dei «manutengoli» 111 Cronaca di un rapimento 133 La trappola di don Pietro Pellegrini 154 Fine della storia 164 Vent’anni dopo 171 Bibliografia Biografia dell'autoreSandro Tirini (Cento, 1946), laureato in Ingegneria nucleare, è stato funzionario dell’Enea. Ha al suo attivo una settantina di pubblicazioni tecnicoscientifiche. Bibliofilo e appassionato di storia della scienza, ha pubblicato anche due volumi bibliografici sulla storia dell’astronautica e dell’energia nucleare. Per BookTime ha pubblicato: Il sole fermato (2017), Peripezie di un falso mussulmano alla ricerca della città proibita (2021), Un sacré diable (2022), Arthur Rimbaud e la sua Africa (2023), Robespierre, la “Madre di Dio” e l’improbabile congiura (2024), ... e il Duce preferì i ciarlatani (con Franco Stefani, 2023) e Bonaparte, l’Armata d’Italia e le spoliazioni del 1796-97 (2024). Voleva esser fucilato [Angelo De Paolis] come Mamma e Papà e gli fu risposto che Cristo non chiese alcun cambiamento di morte, e se ne persuase. Volle la descrizione del Paradiso e il buon confessore gliene fece una di suo grado. Chiese quante ore mancavano alla sua fine e rimanendone ancora tre chiese il cioccolato e dormì tranquillo un’ora. Discese da se le scale non volle niuno per salir la carrozza. Ricusò bendarsi gli occhi non volendo nascondere al pubblico il volto di uno scellerato. A piedi del patibolo ringraziò li preti d’ogni loro officiosità. Risoluto s’accostò alla ghigliottina. Ricusò l’aiuto del carnefice e girando gli occhi d’ogni intorno abbassò il collo sopra il ceppo e cascò all’innanzi il suo corpo. |
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