La musica
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Agostino si è interessato alla musica, scientia bene modulandi, durante la permanenza a Milano. Il De musica, iniziato dopo il battesimo e terminato nella quiete di Tagaste nel 389, faceva parte di un progetto sulle arti liberali rimasto semplicemente abbozzato: fu concepito da Agostino come sezione di un più vasto corpus enciclopedico comprendente la sistematica esposizione, distribuita in singoli trattati, delle sette discipline liberali costituenti un sistema organicamente strutturato e già bipartito nei due sottosistemi denominati trivio e quadrivio. Quarta di copertina«Che dire d’altro? La stessa forma, per cui la terra si distingue dagli altri elementi, non mostra forse l’uno per quanto l’ha ricevuto? Nessuna sua parte è infatti diversa dal tutto e nell’unione e concordia delle parti medesime mantiene nel suo genere una posizione di grado infimo, eppure adeguata. Sopra la terra si riversa la natura dell’acqua, che tende anch’essa all’unità perché più bella e più trasparente per la maggior similitudine delle parti, stabile nel luogo che corrisponde al suo ordine e alla sua conservazione. Che cosa dirò della natura dell’aria che tende all’unità in un insieme molto più semplice, tanto più bella dell’acqua quanto questa lo è della terra, e tanto più sicura per la sua conservazione? E che cosa della suprema volta dei cieli, in cui ha il suo limite l’universalità dei corpi visibili, della più elevata bellezza di questo genere e dell’eccellenza del luogo più adatto alla sua conservazione?» Indice testuale 5 Prefazione Biografia dell'autoreSant’Agostino: (Tagaste in Numidia 354 - Ippona 430). Dottore della Chiesa, filosofo e teologo, vescovo d’Ippona e santo; fu uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa occidentale. La sua opera ha segnato la storia della religiosità e della filosofia europea. Tra le sue opere più famose le Confessioni e La città di Dio.
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Il Foglio 4 10 17 per «La musica» di Sant'Agostino
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«Che dire d’altro? La stessa forma, per cui la terra si distingue dagli altri elementi, non mostra forse l’uno per quanto l’ha ricevuto? Nessuna sua parte è infatti diversa dal tutto e nell’unione e concordia delle parti medesime mantiene nel suo genere una posizione di grado infimo, eppure adeguata. Sopra la terra si riversa la natura dell’acqua, che tende anch’essa all’unità perché più bella e più trasparente per la maggior similitudine delle parti, stabile nel luogo che corrisponde al suo ordine e alla sua conservazione. Che cosa dirò della natura dell’aria che tende all’unità in un insieme molto più semplice, tanto più bella dell’acqua quanto questa lo è della terra, e tanto più sicura per la sua conservazione? E che cosa della suprema volta dei cieli, in cui ha il suo limite l’universalità dei corpi visibili, della più elevata bellezza di questo genere e dell’eccellenza del luogo più adatto alla sua conservazione?» |
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