Pietre d'inciampo
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Descrizione |
«Questo libro è nato tre volte, come un’araba fenice. Ogni volta col piumaggio più folto, ogni volta diverso.» Così Ennio Cavalli presenta la nuova e ultimativa raccolta delle sue poesie “incivili”, racconto e testimonianza della realtà che ci circonda e di quella che vorremmo, sperperi e mete. Un impegno cominciato con Naja tripudians (Marsilio, 1976). Angelo Maria Ripellino scriveva in prefazione: «Quel condensato di nausea e di noia che ha nome naja in alcuni passi si allarga all’intero universo. E diagonalmente diventa invito alla pace, rifiuto di logorree patriottarde, rovescio del bellicismo». I conflitti si ripropongono e Cavalli mette in campo i suoi esorcismi con i versi inediti che aprono la rassegna, La guerra come prolungamento dei canini, proemio a tutto il resto: l’aggressione di Putin all’Ucraina, l’attacco a Israele di Hamas, l’assalto di Netanyahu alla Striscia di Gaza, l’incessante violenza sulle donne, Cutro e il pianeta migranti, la Costituzione da difendere, l’Inno nazionale (forse) da cambiare, il Paese che tocca a noi ridisegnare. Non dimentichiamo l’intelligenza artificiale alleata non si sa più di chi e a quale prezzo, la corsa alla supremazia globale, il potere governativo, militare, informatico, persuasivo, immaginativo in mano a tycoon col pelo sullo stomaco, le piattaforme digitali dei tecno-oligarchi. Con estro, ironia e visionarietà, Cavalli mobilita gli inermi strumenti del pensiero e della parola nel tentativo di «trasformare il presente e i suoi magneti in futuro coi denti da latte». Quarta di copertina«Con Ennio Cavalli torna la poesia civile. Versi mirabili, più efficaci degli ipocriti piagnistei di tanta stampa, esprimono una linearità di stile e di pensiero senza fronzoli. Cavalli è un poeta coi piedi per terra, non dico come Archiloco, combattente antieroico e poeta dolente ma indignato: nonostante paia spropositato, questo paragone, molto alla lontana, regge.» Luciano Canfora «Una meravigliosa sintesi di lucidità poetica, che strazia e commuove. Allarmato e curioso, Ennio sa vedere da un punto remoto del nostro universo gli eventi e le persone, i microscopici oggetti e i mostri, spogliati di ogni sacralità.» Pupi Avati «Uno dei pochi in Italia che riesce a fare poesia così poco italiana. È un complimento vero.» Maria Grazia Calandrone «Ennio Cavalli non ispeziona il suo ombelico, ma le ulcere del nostro tempo.» Erri De Luca «La sua solidarietà in chiave poetica è un sentimento preziosissimo». Liliana Segre «In queste Poesie incivili perfino il titolo si fa beffa dell’uso che oggi viene fatto della parola civiltà.» Dacia Maraini «L’antidoto elaborato da Cavalli è lo scarto ironico, lo scherzo come genere musicale, il gioco di parole che abbassa o disinnesca l’intonazione da tutti riconosciuta come poetica» Emma Giammattei «In ogni pagina Ennio Cavalli sa lasciare la sua impronta. L’istanza civile, vibrante, non si irrigidisce mai, aprendo il campo a una sempre vivida inventiva.» Valerio Magrelli «I versi per Navalny sono una ventata gentile e acutissima di intelligenza e grazia poetica.» Fabrizio Gifuni «Darei non so cosa per avere almeno un decimo della sua capacità di elaborare ed esprimere concetti così arditi e necessari.»Gian Carlo Caselli «Con Ennio Cavalli torna la poesia civile. Versi mirabili, più efficaci degli ipocriti piagnistei di tanta stampa, esprimono una linearità di stile e di pensiero senza fronzoli. Cavalli è un poeta coi piedi per terra, non dico come Archiloco, combattente antieroico e poeta dolente ma indignato: nonostante paia spropositato, questo paragone, molto alla lontana, regge.» Luciano Canfora «Una meravigliosa sintesi di lucidità poetica, che strazia e commuove. Allarmato e curioso, Ennio sa vedere da un punto remoto del nostro universo gli eventi e le persone, i microscopici oggetti e i mostri, spogliati di ogni sacralità.» Pupi Avati «Uno dei pochi in Italia che riesce a fare poesia così poco italiana. È un complimento vero.» Maria Grazia Calandrone «Ennio Cavalli non ispeziona il suo ombelico, ma le ulcere del nostro tempo.» Erri De Luca «La sua solidarietà in chiave poetica è un sentimento preziosissimo». Liliana Segre «In queste Poesie incivili perfino il titolo si fa beffa dell’uso che oggi viene fatto della parola civiltà.» Dacia Maraini «L’antidoto elaborato da Cavalli è lo scarto ironico, lo scherzo come genere musicale, il gioco di parole che abbassa o disinnesca l’intonazione da tutti riconosciuta come poetica» Emma Giammattei «In ogni pagina Ennio Cavalli sa lasciare la sua impronta. L’istanza civile, vibrante, non si irrigidisce mai, aprendo il campo a una sempre vivida inventiva.» Valerio Magrelli «I versi per Navalny sono una ventata gentile e acutissima di intelligenza e grazia poetica.» Fabrizio Gifuni «Darei non so cosa per avere almeno un decimo della sua capacità di elaborare ed esprimere concetti così arditi e necessari.»Gian Carlo Caselli |
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