La giornata di un giornalista americano nel 2890
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Nel XXIX secolo, l’umanità vive immersa in un mondo di meraviglie tecnologiche: città smisurate, comunicazioni istantanee, viaggi a velocità vertiginose, energia inesauribile. Eppure, proprio perché abituati al progresso, gli uomini del futuro non ne percepiscono più lo stupore. Quarta di copertinaGli uomini di questo XXIX secolo vivono immersi in una fiaba continua e sembra che non se ne rendano conto. Disincantati di fronte alle meraviglie, restano indifferenti a quelle che il progresso offre loro ogni giorno. Tutto sembra loro naturale. Se paragonassero la loro epoca al passato, apprezzerebbero meglio la nostra civiltà e si renderebbero conto del cammino percorso. Quante più ammirabili apparirebbero loro le nostre città moderne, con strade larghe cento metri, case alte trecento, una temperatura sempre costante, e il cielo solcato da migliaia di aereo-car e aereo-omnibus. Indice testuale5 Introduzione Biografia degli autoriJules Verne (Nantes, 1828 - Amiens, 1905) è uno dei padri della narrativa d’avventura e della fantascienza. Nato a Nantes, studiò legge, ma presto si dedicò al teatro e alla scrittura. Collaborò con vari periodici e, insieme a Édouard Sitwell, iniziò a pubblicare romanzi che univano viaggi, scienza e fantasia. La sua produzione più celebre comprende il ciclo dei “Viaggi straordinari” che anticipano le innovazioni tecnologiche e riflettono la curiosità e l’ottimismo del XIX secolo verso il progresso. Verne è noto per l’approccio documentaristico-narrativo, l’uso di mappe e dettagli scientifici, e per la capacità di trasformare la meraviglia in critica sociale. Gli uomini di questo XXIX secolo vivono immersi in una fiaba continua e sembra che non se ne rendano conto. Disincantati di fronte alle meraviglie, restano indifferenti a quelle che il progresso offre loro ogni giorno. Tutto sembra loro naturale. Se paragonassero la loro epoca al passato, apprezzerebbero meglio la nostra civiltà e si renderebbero conto del cammino percorso. Quante più ammirabili apparirebbero loro le nostre città moderne, con strade larghe cento metri, case alte trecento, una temperatura sempre costante, e il cielo solcato da migliaia di aereo-car e aereo-omnibus. |
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